In Consiglio dei ministri nuovi provvedimenti per dare maggiore liquidità alle imprese. Sarà Sace a fornire le garanzie finanziarie

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Si è riunito, questa mattina, il Consiglio dei ministri. Tra i temi all’ordine del giorno c’è, soprattuto, il decreto scuola, annunciato ieri dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e il decreto sulla liquidità per le imprese. Quest’ultimo prevede che sia Sace a concedere la garanzia alle aziende.

“Al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia – si legge nella bozza del decreto -, colpite dall’epidemia Covid-19, diverse dalle banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito, SACE S.p.A. concede fino al 31 dicembre 2020 garanzie, in conformità con la normativa europea in tema di aiuti di Stato e nel rispetto dei criteri e delle condizioni previste dai commi da 2 a 11, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle suddette imprese”.

Gli impegni assunti dalla Sace “non superano l’importo complessivo massimo di 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 miliardi sono destinati a supporto di piccole e medie imprese”, inclusi “i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA, che abbiano pienamente utilizzato la loro capacita’ di accesso al Fondo” della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

“Per tutte queste misure – ha detto il capo politico del M5S, Vito Crimi, a Rtl102.5 – dobbiamo tenere conto che abbiamo una quantità definita di risorse da poter stanziare, è chiaro che nel momento in cui potremmo fare lo scostamento di bilancio potremmo avere ulteriori stanziamenti, che ci permetterà di aumentare i finanziamenti. In questo momento l’ipotesi su cui si sta lavorando è una distribuzione in almeno 6/7 anni, legata alla quantità di risorse disponibili. L’idea, come strumento – ha aggiunto il sottosegretario – è di utilizzare Sace, ovviamente si sta cercando di capire in che modo intervenire per renderlo più adatto. Sulla perdita di fatturato stiamo ragionando sul 25/30%, cifre che vanno modulate in funzione di tutti gli altri interventi”.

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