In Italia carceri e tribunali da Terzo Mondo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

Le carceri scoppiano, i tribunali anche, la politica è lenta e distratta. E allora l’unica strada è l’indulto. A dirlo non è un esponente del partito radicale, da sempre in lotta per ottenere se non l’amnistia almeno l’indulto come strumento svuota-carceri. Lo afferma invece Giorgio Santacroce, presidente della Corte di Cassazione, nella relazione d’apertura dell’anno giudiziario. “In attesa di riforme di sistema dovrebbe adottarsi un rimedio straordinario che consenta di ridurre con immediatezza il numero dei detenuti. Per ottenere questo risultato non c’e’ altra via che l’indulto”.”L’indulto non libera chi merita di essere liberato – spiega Santacroce – ma scarcera chi non merita di stare in carcere ed essere tratto in modo inumano e degradante, reagendo temporaneamente ed efficacemente al problema del sovraffollamento”.

L’accusa alla politica

Per il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, “è ricorrente l’affermazione secondo cui esisterebbe uno squilibrio di poteri tra politica e magistratura, ma le ragioni sono riconducibili non già a un eccesso di interventismo della Magistratura – segnatamente di alcune frange di quella requirente, che si opina essere marcatamente politicizzate – bensì al vuoto lasciato dalla politica”.