In Libano cresce l’assedio dei missili siriani. Caduti 8 razzi nella regione di Hermel: numerose persone ferite. Intanto a Beirut gli attivisti si uccidono tra loro

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

da New York
Massimo Magliaro

L’Amministrazione Obama ha espresso oggi (e non è la prima volta) una forte preoccupazione per la situazione che di giorno in giorno sta montando in Libano. Ieri lo ha fatto un portavoce del Dipartimento di Stato, Patrick Ventrell. Dopo poche ore, nelle vie del quartiere beirutino di Tarik El-Jaide’ sono scoppiati scontri improvvisi tra militanti della Corrente del futuro, il partito del figlio del Premier Hariri, assassinato dai siriani, e militanti di un gruppo finora sconosciuto, Al-Taqwa. Mentre scriviamo sono stati portati i primi due feriti all’ospedale Mallassed.
Anche ieri insomma Beirut ha visto scorrere sangue. La manifestazione indetta due giorni fa dal gruppo sciita indipendente Opzione libanese, guidato da Ahmad el-Assaad, davanti all’ambasciata iraniana è degenerata al di là di ogni previsione. A difendere la sede diplomatica c’erano attivisti di Hezbollah che hanno colpito con bastoni e coltelli i dimostranti. Uno di questi, Hachem Salman, è morto in ospedale dopo qualche ora. Lo stesso presidente della Repubblica dei cedri, Michel Sleiman, ha invitato Hezbollah e l’Ambasciata iraniana a collaborare con la polizia di Beirut per individuare l’assassino. Insomma la tensione che era esplosa al confine settentrionale per i colpi di mortaio tirati dai ribelli siriani sul territorio libanese e si era allargata a due quartieri della seconda città del Paese, Tripoli, con feriti e morti, adesso sta scendendo nella capitale. A Tripoli il quartiere di Bab el-Tabbaneh (abitato da oppositori siriani degli Assad) e quello di Jolbal Mohsen (abitato da alauiti seguaci degli Assad) sono stati teatro di una vera guerra interna fatta di bombe a mano, di cecchini, di barricate. Le truppe regolari si sono dovute dispiegare su tutta la città per soffocare il conflitto. Sono molti gli osservatori e gli analisti che attribuiscono questa situazione alla responsabilità di Hezbollah che, con la sua partecipazione alla guerra in Siria, ha riacceso la polarizzazione islamica che è ormai solo politica e non più religiosa. Il mufti dell’Arabia saudita, Abdel Aziz al-Cheikh, ha definito Hezbollah “ripugnante gruppo settario”. Ed il predicatore Youssef al-Qaradaoui ha detto che si tratta del “partito di Satana”. Domenica prossima con una solenne cerimonia a Beirut il primate della Chiesa maronita, card. Rai, consacrerà il Libano alla Madonna.