In Movimento per gli Stati Generali. Oggi i nomi dei trenta oratori. Vertici e iscritti in attesa del verdetto di Rousseau. Ma intanto i Cinque Stelle perdono un altro senatore

di Raffaella Malito
Politica

Ripartire e ritrovarsi per il M5S è imperativo categorico. Ieri un altro parlamentare ha fatto le valigie ed è andato via. Si tratta del senatore sardo Gianni Marilotti passato al Misto. L’occasione da non sciupare per farlo è quella degli Stati generali. Sapremo oggi quali saranno i 30 oratori che interverranno domenica pomeriggio all’assemblea finale in streaming, al termine del lavoro sul documento di sintesi spalmato su tre macro aree (agenda politica, organizzazione e struttura, principi e regole) che sarà portato a termine dai 305 delegati indicati dagli oltre 8mila iscritti che hanno preso parte alle riunioni nelle prime settimane di confronto. I candidati definitivi sono 978. La votazione è su base nazionale e a ogni iscritto è stata data la possibilità di esprimere un numero massimo di 3 preferenze. Saranno resi noti esclusivamente i nomi dei 30 più votati, in ordine alfabetico e senza indicazione delle preferenze. Dopo l’elezione dell’organo di direzione del M5S saranno resi pubblici tutti i risultati della votazione.

E sul sistema di voto ieri c’è stato un piccolo giallo. “Pare che si possa votare tre volte per la stessa persona. Ogni volta ci sono dubbi sulla validità e la serietà della gestione di queste votazioni on-line. Siamo tutti coinvolti perché questa è la nostra piattaforma”, denunciano gli animatori di Parole Guerriere pubblicando sui social tanto di screenshot in cui si mostra una sessione di voto dove risultava possibile dare 3 voti allo stesso candidato. Rousseau spiega, a stretto giro con un post scriptum sul Blog delle Stelle, che si è trattato di un disguido grafico: “In realtà il voto era calcolato solo per uno, non per tre volte. Infatti nelle immagini diffuse che riportano tre volte la stessa persona è visibile anche l’avviso che ricorda che le preferenze da esprimere sono tre, avviso che compare solo quando le preferenze espresse sono al di sotto di questo limite. Il problema di visualizzazione è stato risolto nel giro di mezz’ora e non ha inficiato la regolarità delle votazioni”.

La giornata di ieri è stata, soprattutto, scandita dagli appelli di alcuni big candidati a coprire, con buone probabilità di riuscita, la quota dei 30 oratori. è intervenuto nuovamente Luigi Di Maio: “è un momento importante per la nostra comunità e invito tutti voi a partecipare”. In campo il presidente della Camera, Roberto Fico che chiede di partire da “responsabilità e capacità di visione”, ribadisce la bontà di un “organo collegiale” e, come l’ex capo politico, invita a fare “squadra”. Scalda i motori anche la vicepresidente del Senato, Paola Taverna: “In questo momento chi, come me, ama questa incomparabile creatura”, dice riferendosi al M5S, “non può che tendergli la mano e accompagnarla e sostenerla”. Si candida a fare parte dei 30 anche il sottosegretario Manlio Di Stefano: “Promettere la luna è possibile, ma solo se sai programmare ogni singolo passo per arrivarci indicando tempi e costi”.

Aspirante oratore è anche Alessandro Di Battista mentre non parteciperà all’evento il suo sodale, Davide Casaleggio. Alla fine degli Stati generali non si conoscerà la nuova leadership dei Cinque stelle. Per quello servirà ancora del tempo e saranno necessarie nuove consultazioni online soprattutto se venisse confermata l’indicazione di una guida collegiale, il che comporterebbe modifiche statutarie. Ma si saprà di più sulla regola dei due mandati che i duri e puri intendono confermare (in linea a quanto pare con l’orientamento che arriva dai territori), sul tema delle alleanze (il prossimo orizzonte è quello delle comunali 2021), sulla leadership appunto e sul futuro della piattaforma Rousseau.