In pieno psicodramma, ora Italia Viva rischia di morire. Renzi ci ripensa e prova a ricucire. Muro degli ex alleati: tempo scaduto

MATTEO RENZI
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In politica dare qualcuno per morto è sempre un esercizio molto rischioso, o quantomeno assai suscettibile di smentite ma stavolta l’apertura della crisi di governo potrebbe presentare un conto salatissimo a Matteo Renzi. Il quale, appunto, pur di non perire è disposto ora a trattare. “Margini per tornare a un tavolo? Abbiamo sempre detto di essere disponibili a discutere senza veti e senza impiccarsi a nomi”, ha affermato il leader di Iv a Titolo V su Raitre. E avverte: “Staremo nell’area politica della Camera e del Senato lunedì e martedì, vedremo cosa farà Conte e dipende da quello che lui dirà: noi non possiamo votare la fiducia dopo quello che è successo.

Se Conte farà un intervento come quello che ci aspettiamo, cioè di apertura a pezzi di Forza Italia, del centro o altri che vorrebbe portare dentro per sostituirci, avremo grande rispetto ma ci asterremo”. Un piano b? Un tentativo in extremis di ricucire uno strappo che condannerebbe Italia Viva all’estinzione politica, con il rischio concreto di non avere più neanche un gruppo autonomo al Senato? È grazie al senatore socialista Riccardo Nencini, infatti, che la pattuglia dei renziani a palazzo Madama non è finita nel Misto, formando un gruppo autonomo Iv-Psi, ma se Nencini decidesse di sostenere Conte, i senatori di Iv rischierebbero ora di finirci.

Anche alla luce di questo, forse l’ex rottamatore si è reso conto di aver giocato un po’ troppo d’azzardo e, con un partito che non schioda dal 2%, tirare troppo la corda non è stata certo un’idea felice. Ed ecco allora che ieri, prima la ex ministra Bonetti afferma che “Se le forze dell’attuale maggioranza ritengono che ci sia il tempo di uno scatto di responsabilità per dare una svolta all’azione di Governo, Italia Viva c’è”, con il capogruppo a Palazzo Madama Davide Faraone che le fa eco: “Se Conte scioglie nodi maggioranza irrisolti Iv c’è”. Nella convinzione che i numeri della maggioranza al Senato, senza i 18 di Italia viva, siano tra i 150 e i 152 152, provano dunque a rilanciare e rientrare in partita.

“Il Paese ha bisogno di un governo solido, per questo percorso Iv ci sarà fino all’ultimo momento” afferma a Fanpage.it Faraone, smentendo anche le voci di imminenti defezioni in seno a Iv. In ogni caso, si sa, anche nelle unioni apparentemente più solide il tradito è l’ultimo a saperlo e, questo week end davvero può succedere di tutto. Ne sa qualcosa l’immarcescibile Clemente Mastella, attivissimo in questi giorni a proporsi quale resgista dell’operazione “responsabili” che avverte: “Nessuno faccia scherzi. Non siamo i polli di ‘Renzi’. Attenti cari Conte e Zingaretti, lunedì potreste avere sorprese. Noi siamo responsabili ma non fessi. Il figliuol prodigo ritorna. Nessun vitello grasso. Alcuni di noi sono a dieta”.

Del “figluol prodigo” sembrano non voler sentir parlare neanche dalle parti di Palazzo Chigi: fonti vicine al presidente del Consiglio fanno sapere che “è escluso assolutamente” un ritorno con Renzi”. Stesse parole anche da “fonti” del Nazareno: per un Marcucci che certo non vuole sbattere la porta in faccia all’ex segretario, non è un segreto che, al contrario, buona parte dei dem non vedano l’ora di una resa dei conti definitiva. E intanto è convocata domenica mattina alle ore 11 dla direzione nazionale del Pd “per comunicazioni del segretario nazionale Nicola Zingaretti sugli sviluppi della situazione politica”, compresa l’apertura, forse fuori tempo massimo, dei renziani. Chiarissime poi le parole del ministro Luigi Di Maio: “Di nuovo con Renzi? Io non vedo con quali presupposti. Anche se domani ci fosse l’ipotesi, mi chiedo con quale spirito possa accadere, visto lo showdown che ha fatto, accusando il premier di aver rappresentato un vulnus democratico”.

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di Gaetano Pedullà

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