In Puglia i turisti restano a piedi. Il progetto della Regione: percorsi tra trulli e masserie senza auto

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, vuole portare tanti turisti nella sua regione, ma rigorosamente appiedati. Così inquinano meno. Dopo le lotte contro il gasdotto Tap, e le disfide con il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, ecco il progetto “La Puglia dei cammini”, presentato a Roma dall’assessore all’industria turistica e culturale, Loredana Capone. Visitatori sì, ma senza auto: a piedi. O come si dice a Roma, “a fette”. Così nell’ambito della manifestazione “All Routes Lead To Rome”, a Palazzo Massimo, il convegno “Puglia, una scoperta tutto l’anno”, promosso dalla Regione Puglia – Assessorato al Turismo in collaborazione con PugliaPromozione, ha fatto emergere la regione come “eccellenza del turismo sostenibile”. Una decisione ancora più importante in una regione, spesso colpita da problemi ambientali. Basti pensare all’eterna questione dell’Ilva di Taranto.

Turismo con identità – Capone ha ragionato sugli obiettivi dell’iniziativa: “La Puglia è un territorio che può offrire tantissimo, bisogna abbandonare i soliti stereotipi che caratterizzano il Sud e far vedere cosa può offrire questa terra. In un momento in cui si parla dei cammini è importante mettere in evidenza l’importanza di questi nel generare turismo. Possiamo offrire qualcosa di unico, luoghi in cui si è mantenuta un’identità, che hanno un’attrattiva da marzo fino a novembre. Dobbiamo generare una migliore accoglienza preparandoci a promuovere il territorio con progetti sulla cultura che possano generare occupazione”. Via quindi al progetto dedicato alla “Via Francigena nel Progetto di eccellenza Monti Dauni”, corroborato da un workshop intitolato “Itinerari culturali e cammini di fede in Puglia”: con Capone pronta a dire che “con la Via Appia, la via Traiana, con le bretelle della via Leucadensis e della via Sallentina, la via Micaelica, la via Francigena, la ciclovia dell’Acquedotto la Puglia è tutto un cammino”. Tutti itinerari che verranno veicolati come “immersi nella natura, fra ulivi secolari, trulli e masserie, piccoli borghi che si incontrano lungo il cammino, la magnificenza delle cattedrali e dei santuari”.

Certificato – L’Università di Foggia e il Centro Studi Naturalistici Onlus di Foggia, hanno disposto la certificazione storico-culturale e naturalistica del tracciato della Via Francigena del Sud, nel tratto che interessa il territorio principale, da Faeto a Lucera, anche in un ottica di corretta correlazione delle fonti storiche relative agli ulteriori “Cammini”. Grazie ad un lavoro di manutenzione della viabilità e di segnaletica dedicata, di infrastrutturazione leggera e messa in sicurezza del tracciato Faeto-Troia-Lucera, la via sta prendendo forma e, secondo la regione, diventa veramente fruibile per i turisti. Tutti territori “da esplorare a passo lento”, sottolineano i dirigenti pugliesi: a piedi, senza mezzi a motore, cercando la pace nella natura, come nel Medioevo. Insomma, quello che il futurologo Roberto Vacca definì come “prossimo venturo” è a portata di mano, pardon di piede.