In Toscana col paracadute. L’ultima smargiassata di Salvini. Il Capitano voleva i pieni poteri come Mussolini. E’ finito a fare gli show alla Ridolini

di Giuseppe Vatinno
Politica

Matteo Salvini come il Duce, anzi di più. E così se Mussolini si faceva delle gran nuotate nel mare di Cattolica nella natia Romagna Matteo lo vuole eguagliare in arditezza gettandosi con il paracadute proprio su Arezzo, la città di Licio Gelli. Insomma la coreografia simbolica c’è in tutto il suo splendore.

L’ultima volta che Salvini richiamò il Duce fu qualche giorno prima di essere spazzato via dal potere e cioè quando poco più di un anno fa disse che voleva i “pieni poteri”, ricordando un discorso di Mussolini del 1922 conosciuto come “del bivacco” in cui ebbe a dire: “Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”.

Se tanto ci dà tanto anche la Toscana è presa per la Lega. Comunque lui ci prova, che sa da fa’ pe’ campa’, per sostenere la candidata alpina in Toscana, Susanna Ceccardi. E dunque un Salvini in orbace piomberà da 4.500 metri di altezza, raggiungerà la velocità di 250 Km/h in un minuto, centrando con geometrica precisione la città di Arezzo, nota per le vicende della loggia P2 di Gelli che era originario di queste parti ed anche perché fu la terra di Amintore Fanfani, democristiano di razza. Sono previste addirittura “coreografie” (sic) e numeri acrobatici, insomma una specie di circo Barnum dell’aria.

Domani alle 15.30 (munirsi di popcorn prego), come riporta La Nazione, un gruppo di arditi fiumani, pardon padani, composto dal leader leghista, Giovanni Galli, ex portiere della Fiorentina e capolista in Firenze città, ora riconvertito al vangelo delle Alpi, il deputato di Bergamo Daniele Belotti, coordinatore toscano, ed infine la senatrice Tiziana Nisini, si esibirà sui cieli toscani per la gioia del popolo tutto e per fare vedere a cosa si può ridurre la politica per acchiappare qualche voto in più. Se poi tutto andrà bene, un’ora dopo Salvini si esibirà in pieno centro, piazza San Jacopo, per un comizio in cui lui si aspetta “oceaniche folle” che vorranno toccargli la salvifica e sudata maglietta un po’ come con i re taumaturghi del diciottesimo secolo.

Non poteva mancare il generalone in congedo esperto di paracadutismo: Bernardo Mencaraglia che ha avuto il compito di occuparsi dell’illustre aspirante Icaro. La psicologia di Salvini è nota: lui “se ne frega” del virus e del pericolo in generale perché un vero uomo non ha paura di niente, così come dicevano Bolsonaro e Briatore ed in verità anche Sgarbi, e sfida il pericolo, sfida i suoi limiti e trionfa, ma a volte tonfa e poi i cocci sono suoi, come si suol dire.

Questa narrazione dell’azione gaelica in verità fa parte di un posticcio superomismo pseudo nietzschiano che già tanti danni ha causato nelle menti deboli di molti nostri compatrioti che non hanno quelle minime difese immunitarie neuronali per contrastare gli eccessi della retorica tronfia e vana quanto mai sbagliata, soprattutto in questi tempi di virus. La destra sta investendo molto in terra di Toscana visto che sabato c’era stata Giorgia Meloni e ieri c’è stato Ignazio La Russa.

Questo per un motivo molto semplice: l’improbabile sconfitta della sinistra nella roccaforte “rossa” d’Italia significherebbe mettere in crisi il governo nazionale, quanto meno in termini immaginifici. Ed è per questo che l’ardito Salvini tenterà la sorte per la gioia di amici e nemici. La politica non è più un lavoro per sedentari ed anziani. Per farla occorre sapere anche letteralmente volare.