Incidenza ancora troppo elevata. Lazio, Lombardia e Veneto restano ad alto rischio. L’Iss: in alcune zone del Paese servono misure più severe

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza dell’indice Rt della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente nell’intero Paese, con ritorno di tre Regioni ad una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto)”. E’ quanto si legge nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute. “L’incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata – aggiungono dall’Iss – e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del paese”.

Nel periodo 25 novembre-8 dicembre, l’indice di trasmissibilità Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 0,86, in salita rispetto allo 0.82 del monitoraggio della scorsa settimana. Si riscontrano valori di Rt puntuale, si legge ancora nel monitoraggio dell’Iss, inferiore a 1 in 16 Regioni/PPAA. “Nella settimana di monitoraggio si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto con solo cinque Regioni/PA a rischio Basso di una epidemia non controllata e non gestibile. Questo andamento richiede rigore nell’adozione e rispetto delle misure evitando un rilassamento nei comportamenti”.

“Abbiamo un Rt che cresce – ha spiegato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – e in alcune regioni cresce di più e supera l’1. Rt è il primo indicatore a muoversi e poi viene seguito da nuovi casi, ricoveri e decessi. Quindi Rt in ricrescita è elemento di grave preoccupazione perché vuol dire che la trasmissione dell’infezione sta riprendendo quota. C’è una decrescita lenta per l’occupazione dei posti letto ospedalieri, sia nel campo dell’area medica sia in quello delle terapie intensive. Per le intensive ci sono 4 regioni che superano a 30 giorni la probabilità di andare oltre la soglia critica del 30% di occupazione dei posti”.

Il bollettino di oggi

Meno contagi da Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Sono 17.992 i nuovi casi, in calo rispetto ai 18.236 di ieri. Lieve flessione per i decessi, 674 (ieri erano stati 683). Ma il numero di tamponi processati è inferiore rispetto alle 24 ore precedenti: 179.800 (ieri erano stati 185.320). Risale ancora il rapporto tamponi/positivi al 10%, ieri era 9,8. Per quanto riguarda i guariti sono 22.272 in più. Secondo il bollettino giornaliero del ministero della Salute, continua il calo degli attualmente positivi: oggi sono 627.798 (-7.545), 599.210 dei quali si trovano in isolamento domiciliare (-6.851). Non si arresta il calo dei ricoveri: 25.769 i pazienti nelle degenze ordinarie (-658), 2.819 nelle terapie intensive (-36). In leggera crescita i nuovi ingressi nelle rianimazioni: 189 (+6). Sul fronte delle regioni, il Veneto registra ancora il numero maggiore di nuovi casi (4.211), seguito da Lombardia (2.744) ed Emilia Romagna (1.745).