L’incubo contagi è dietro l’angolo. Arcuri: “Il Governo è preparato a fronteggiare picchi superiore alla Fase 1”. Anche Zaia mette le mani avanti: “Pronti a chiudere”

dalla Redazione
Politica

“Siamo attrezzati a reggere picchi anche superiori a quelli della prima fase dell’emergenza; l’apocalisse non la regge nessuno, ma siamo tutti convinti che non ci sarà”. E’ quanto ha detto il commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, in video audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera,
a proposito dell’evoluzione della malattia. “Abbiamo ora circa 1.980 posti occupati in terapia intensiva – ha aggiunto Arcuri – su una disponibilità di 9 mila, abbiamo distribuito 4.200 ventilatori e potremmo raddoppiare il numero in pochi giorni, ma non solo per ora non servono, ma non sappiamo dove saranno gli eventuali maggiori focolai”.

E anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, parla chiaro: “Lo dico subito e in maniera trasparente: stiamo lavorando per fissare in maniera plastica un numero di ricoverati e delle terapie intensive, perché se lo raggiungiamo si torna a chiudere”. “Non ci sono alternative – ha aggiunto Zaia – non vorrei che qualcuno si faccia l’idea che è tutto finito. E’ possibile affrontare la riapertura, ma investiamo sulla messa in sicurezza dei cittadini, e soprattutto la mascherina è imprescindibile perché metti in sicurezza la tua salute, metti in sicurezza la salute degli altri, e se non te la metti avremo ricadute e dovremo riprendere in mano le chiusure”.

Per Arcuri siamo di fronte a una crisi economico finanziaria di cui non si riesce prevedere la fine, così come nel caso dell’epidemia. “La situazione economico finanziaria è conosciuta – ha detto ancora il commissario – , la crisi (da coronavirus) ha anzitutto caratteristiche, dimensione e durata del tutto imprevedibile, comuni a quelle di altre vissute nei decenni scorsi. La sua specificità è la ‘disordinata durata’: non riusciamo a prevedere per quanto tempo le attività economiche e sociali saranno condizionate e dovranno essere limitate”.

Parlando ancora di attrezzatura, Arcuri ha spiegato che “la previsione di distribuzione dei ventilatori è già nei nostri magazzini e attendiamo per darli alle regioni una non auspicata ripresa dei contagi che sarà possibile dopo l’allentamento delle misure”. “La quantità di ventilatori – ha aggiunto – ci rassicura per una eventuale ripresa non clamorosa del virus. I posti in terapia intensiva erano circa 5.200 a inizio crisi, ora sono oltre 9 mila; i posti nei reparti di malattie infettive e pneumologiche da circa 30 mila che erano si sono moltiplicati per 6. Tutto ciò è compatibile con un andamento dell’epidemia che resta nei picchi che ha avuto all’inizio della tragedia, se assumesse, come nessuno pensa, dimensioni apocalittiche, nessun sistema sanitario al mondo potrebbe reggere”.

Il commissario ha poi spiegato che “l’Italia sta gestendo l’emergenza in paragone ad altri Paesi con modalità e strumenti largamente sufficienti a fronteggiarla, purtroppo non c’è alcuno strumento in grado di sconfiggerla”. Per quanto riguarda, invece, le forniture dei dispositivi di protezione individuale Arcuri ha sottolineato che “alla fine dell’estate potremo liberarci di questo fardello e dire che abbiamo il 100 per cento di dispositivi di protezione individuale (dpi) prodotti in Italia, al momento è un quarto. Penso che in 40 giorni, non io, ma gli italiani, abbiamo fatto un buon lavoro”.

“Da lunedì (4 maggio, ndr) se serviranno – ha garantito Arcuri – possiamo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, da giugno 18 milioni, da agosto 24 milioni al giorno. Le distribuiamo gratis a sanità, Pubblica amministrazione, forze dell’ordine e servizi essenziali, da lunedì anche ai trasporti pubblici locali e alle Rsa pubbliche e private. Ma il commissario non distribuisce mascherine ai cittadini, deve metterli in condizione di comprarle a un prezzo più conveniente possibile, di qui il prezzo calmierato a 0,50 centesimi. La gente dice che non ha mascherine? Io più che darle alle categorie indicate e alle farmacie non posso fare” ha sottolineato Arcuri. “L’obiettivo del prezzo calmierato delle mascherine è annientare una speculazione vergognosa, con il prezzo a 0,50 un genitore va in farmacia e con un euro compra due mascherine. Ho chiesto sanzioni per chi nonostante la norma tenta di vendere a un prezzo più alto. Io vorrei leggere una norma in cui queste speculazioni vengono non solo annullate, ma sanzionate. Io ho potere di confiscare e lo sto facendo”.