Incubo infinito anche in Abruzzo. Tornano le tendopoli nell’aquilano: crolli a Montereale, stop al piano di ricostruzione

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Un paese che attendeva la rinascita e che invece ripiomba nell’incubo. Il Comune di Montereale, in provincia dell’Aquila, aveva appena progettato il piano per la ricostruzione dopo i danni del sisma del 2009. Ma il terremoto del 24 agosto, con le successive repliche di assestamento, ha causato nuovi crolli. Il paese è infatti a circa 30 chilometri da Amatrice, distrutto dalla scossa di pochi giorni fa.

L’amministrazione comunale di Montereale aveva convocato per ieri un incontro “con imprese edili, professionisti, artigiani, commercianti, aziende agricole e qualunque altro operatore economico operanti nel territorio comunale, al fine di esaminare le problematiche di disagio causate dal sisma che ha colpito l’Italia centrale”. E il sindaco ha pure firmato la delibera per annullare il mercato settimanale previsto a sul territorio comunale con lo scopo di tenere libere le strade.

“Da subito, al momento della scossa del 24 agosto scorso si è attivato il piano di Protezione civile”, ha spiegato il sindaco del Comune, Massimiliano Giorgi, interpellato dall’Ansa. “Stiamo allestendo le tende. Nelle quattro frazioni più grandi ci sono le tensostrutture, come a Marana e a Paganica, nelle frazioni più piccole si stanno allestendo le classiche tendopoli della Protezione Civile”, ha aggiunto. Il primo cittadino ha comunque specificato che “non è arrivato nessun allarme diretto né dalla Protezione Civile né dalla Prefettura e non c’è nessuno stato di allerta”.  Ma ha anche rivelato di dormire in una “capanna di legno costruita da mio padre, io mia moglie, mio figlio di 10 anni, i miei genitori e mio fratello. La notte è il momento più drammatico”.

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