Infiltrazioni nell’economia, operazione contro la mafia a Bari. Ma la giustizia è allo stremo. Decaro: “Stato d’emergenza”

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Maxi blitz antimafia dei carabinieri del Ros contro la criminalità organizzata pugliese.  I  Militari hanno eseguito a Bari e altre località italiane, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 104 affiliati ai clan “Mercante-Diomede” e “Capriati”. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha ricostruito gli assetti organizzativi, le attività criminali e la capacità di infiltrazione dei clan nel tessuto economico e sociale della città e della provincia di Bari. Tra gli arrestati dell’operazione “Pandora” figura – quale “partecipe del clan Mercante-Diomede” – anche un imprenditore nel settore della sicurezza privata, da anni membro del consiglio direttivo della F.a.i., associazione antiracket ed antiusura Puglia. L’indagine ha documentato i rituali di affiliazione, la disponibilità di armi anche da guerra (kalashnikov) e i rapporti con esponenti della Società foggiana e della Sacra corona unita di Lecce.

Per il sindaco di Bari, Antonio Decaro, gli oltre 100 arresti eseguiti oggi sono un “importante colpo alle organizzazioni criminali baresi inferto da Magistratura e Forze dell’ordine, spesso costretti a lavorare in condizioni di grande difficoltà. La vicenda del Palagiustizia è solo l’esempio più eclatante”, dato che l’immobile di via Nazariantz, dove hanno sede gli uffici di Procura e Gip, è inagibile perché a rischio crollo e da tre settimane le udienze penali di rinvio si celebrano in una tendopoli. “Davanti a questi risultati – dice Decaro – noi chiediamo in modo ancor più forte che lo Stato si faccia carico in termini prioritari di garantire il funzionamento della Giustizia in condizioni dignitose, decretando lo stato di emergenza per velocizzare le procedure di trasferimento delle funzioni giudiziarie in un’altra sede. Ad oggi non possiamo che ringraziare ancora una volta per lo straordinario lavoro che la Magistratura inquirente sta portando avanti nonostante le condizioni assurde in cui è costretta a operare”.

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