Una conferma accompagnata da un’altra pessima notizia per le famiglie e le imprese italiane. Il quadro dell’inflazione nel nostro Paese si fa sempre più preoccupante. Perché, se l’Istat conferma la crescita dei prezzi del 4,2% a settembre, dall’altra parte c’è Confcom che si aspetta un dato ben peggiore a ottobre, vicino addirittura al 5%. Un ritorno al passato, all’inflazione record scoppiata con l’inizio della guerra in Ucraina nel 2022. E anche stavolta il fattore che incide di più è proprio quello energetico, con la crisi in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz che, dopo mesi, fa ancora sentire i suoi pesanti effetti anche sulle famiglie italiane.
L’Istat conferma le stime preliminari: inflazione al 4,2% a settembre
Partiamo dai dati ufficiali, quelli dell’Istat che conferma le stime preliminari: a settembre l’inflazione vola, raggiungendo i massimi da tre anni. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,7% sul mese e addirittura del +4,2% sull’anno, in netta salita dal +3,3% di agosto. L’accelerazione dipende soprattutto dalla crescita dei prezzi dei beni energetici (dal +17,1% al +22,6%), ma anche dagli alimentari non lavorati (dal +3,8% al +5,5%). Il dato italiano, peraltro, si conferma più alto anche di quello dell’eurozona: l’Eurostat stima infatti il tasso annuo in crescita del 3,8% a settembre rispetto all’anno precedente e in aumento rispetto al 3,2% di agosto. Tornando all’Italia, l’accelerazione deriva da una netta crescita dei prezzi energetici, sia regolamentati che non regolamentati, e degli alimentari. Crescono anche i prezzi dei servizi ricreativi e culturali, così come quelli dei servizi relativi ai trasporti.
La previsione di Confcom: a ottobre ulteriore accelerazione dei prezzi
L’inflazione acquisita a settembre per il 2026, cioè la crescita media se i prezzi rimanessero stabili nell’ultima parte dell’anno, si attesta al +3,1%. Il problema, però, è che le cose potrebbero andare persino peggio a fine anno. Già a ottobre, infatti, Confcom stima un’ulteriore accelerazione al 4,7%: “Il 5% è, purtroppo, in vista”, sottolinea l’associazione. L’analisi di Confcom riguarda anche la crescita, con una stima per il mese di ottobre dello “0,2% congiunturale e dell’1% tendenziale”. Per il terzo trimestre, l’indicazione è di una crescita dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti: sulla base di questi dati, la stima è di una crescita dell’1% nel totale dell’anno. L’aspetto positivo, almeno sul fronte del commercio, deriva dai consumi che restano in territorio positivo: a settembre la variazione rispetto allo stesso mese del 2025 è del +1,1%.