L’Inps fa i conti con la pandemia. Spesi 20 miliardi tra cassa e bonus. Svolto un ruolo centrale per la tenuta del Paese

PASQUALE TRIDICO
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Sono numeri da capogiro quelli diffusi ieri dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps (Civ), che ha fatto il punto sull’enorme lavoro svolto dall’Istituto della previdenza nell’anno della pandemia, presentandone il rendiconto sociale. Il gettito contributivo è stato di 225,5 miliardi di euro, in diminuzione di circa 11 miliardi sul 2019, ma di quattro miliardi superiore alle previsioni di ottobre scorso.

Le uscite per prestazioni istituzionali si sono attestate a 360 miliardi di euro, in aumento di 29 miliardi sull’anno precedente ma anche in questo caso di 11 miliardi in meno rispetto alle previsioni autunnali, visto l’utilizzo inferiore alle attese delle misure di sostegno al reddito con il 40% di ore di cassa integrazione realmente tirate rispetto alle autorizzazioni.

Nel 2020, ha specificato il Civ, la spesa di carattere pensionistico è rimasta sostanzialmente invariata, attestandosi a 268,5 miliardi di euro. Il saldo finanziario di competenza e di parte corrente è risultato però negativo per 5,7 miliardi, dai 6 miliardi in positivo del 2019 e quindi con un peggioramento di circa 12 miliardi. “Si evidenzia, però, uno scostamento di 10 miliardi (+63,8%) rispetto al saldo negativo di 15 miliardi previsto pochi mesi fa nel preventivo assestato 2020”, ha fatto notare il Civ. Il bicchiere è mezzo vuoto, ma anche mezzo pieno, considerando l’emergenza che ha attraversato il Paese, e comunque nel complesso si può parlare di “un’attenuazione delle più negative previsioni rispetto a quelle elaborate nell’ottobre scorso”.

In questo contesto l’Istituto guidato da Pasquale Tridico ha garantito un sostegno a una platea vastissima, destinando interventi decisivi per la sopravvivenza di soggetti solitamente non beneficiari di prestazioni assicurative a sostegno del reddito”. Per i trattamenti di disoccupazione la stima degli oneri arriva infatti a 13 miliardi di euro con 2,7 milioni di lavoratori coinvolti, al netto dei circa 500mila beneficiari della disoccupazione agricola ancora in fase di definizione.

Per quel che riguarda la spesa per la cassa integrazione, la fiscalità generale ha sostenuto un esborso di 6 miliardi di euro, mentre altri 6,5 miliardi sono stati finanziata, in termini solidaristici, dalla gestione per le prestazioni temporanee (Inps), dove confluiscono i contributi versati dalle imprese. Per i lavoratori autonomi, o per particolari categorie come lo spettacolo, sono stati erogati i bonus spesati dalla fiscalità generale per un valore di 7 miliardi.