L’Inps paga il conto del Covid. Rosso a fine anno per 904 milioni. Approvato il nuovo bilancio di previsione. L’Istituto si è fatto carico di molti costi straordinari

Inps
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La pandemia presenta il conto all’Inps, l’Istituto che ha gestito due anni difficilissimi facendosi pure carico di sostenere milioni di lavoratori e imprese. A dicembre prossimo il disavanzo patrimoniale stimato è di 904 milioni, come si legge nella nota di assestamento al bilancio di previsione approvato dal Civ. Il dato è dovuto al risultato economico di esercizio negativo per 15,4 miliardi. La situazione patrimoniale netta al 31 dicembre 2020 risultava positiva per 14.559 milioni di euro.

IL PUNTO. La nota di assestamento tiene conto del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2021 ma non della Nadef approvata dal Governo il 29 settembre scorso. Nel dare il via libera, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps ha auspicato la riapertura di confronto per riallineare le poste di credito e debito tra Ministeri e Inps, urgente per contenere i riflessi negativi della nuova disciplina relativa alle prestazioni Covid- 19 che aggrava, in maniera evidente, il saldo negativo e riduce la consistenza patrimoniale dell’Istituto.

“La decisione del legislatore, purtroppo senza adeguate contro osservazioni – scrive il Civ – ha comportato la messa in carico alla Gestione Prestazioni Temporanee e al FIS (quindi a carico Inps) delle prestazioni precedentemente poste a carico della fiscalità generale per 2.400 milioni”. Nella delibera approvata il Civ dell’Inps ha anche sottolineato l’urgenza di un “patto con l’utenza” per garantire l’accesso ai servizi Inps per chi non è in grado di utilizzare strumenti informatici o digitali. Proposta anche una terapia d’urto sul tema della Invalidità Civile. Oggi sono 1,7 milioni i cittadini in attesa di risposta, dei quali ben 282 mila che aspettano di essere chiamati per la prima visita dall’Inps e 863mila dalle Asl.