Intenzioni buone e cattive manifestazioni

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Gaetano Pedullà

Potrebbe tirare una brutta aria nella Capitale. Come ci sono riusciti in Val Susa, gruppi di violenti e Black Bloc stanno cercando di infiltrarsi nella manifestazione che oggi attraverserà Roma. Antagonisti, anarchici, rivoluzionari figli dei peggiori centri sociali, ci sono riusciti una volta e adesso vogliono il bis: mettere a ferro e fuoco la città. Inconsapevoli di replicare un brutto film già visto. Ad alta velocità o no, sempre di una marcia su Roma si tratta. Le forze di polizia e un prefetto molto attento come Pecoraro hanno trovato e sequestrato un furgone pieno di bastoni lungo il percorso previsto dal corteo. Una tecnica già vista al G8 di Genova. E non è il solo indizio di una giornata che non promette bene. Tra le centinaia di manifestanti in arrivo da tutta Italia e da mezza Europa ieri hanno arrestato cinque francesi con precedenti per terrorismo. Così, che scoppi la scintilla o che tutto finisca senza incidenti, ha perso l’Italia e ha perso Roma. Molti commercianti non alzeranno le saracinesche e per paura di trovarsi in mezzo ai disordini molte persone si auto condanneranno a un giorno di carcere in casa. I violenti fuori, le persone per bene dentro. Sia chiaro: il diritto di criticare e manifestare è sacro. Ma se manifestare è palesemente la chiave per consentire a frange di facinorosi di far casino, allora è un diritto che confligge con l’altrettanto legittimo diritto alla sicurezza di tutti i cittadini. Non basta dirsi non violenti, pacifici e buonisti. Anche chi viene con le migliori intenzioni deve sapere che cortei come quello di oggi – tra l’altro in tandem con altre manifestazioni come quella per la casa – sono carcasse di animali per iene affamate di sangue e di terrore. Di manifestanti buoni – quando si aggirano quelli cattivi – non ce ne sono.