Interferenze straniere in politica. Ora indaga la Commissione esteri. Nel mirino possibili piani internazionali contro l’Italia. Finiti i tempi dell’occhiolino strizzato da Salvini a Putin

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Sono lontanissimi i tempi in cui forze di governo strizzavano l’occhio alla Russia di Vladimir Putin e lanciavano bordate quotidiane a Bruxelles. Lontani anche quelli delle facili strette di mano con la Cina di Xi Jinping. Il confronto a livello planetario tra vecchie e nuove superpotenze è forte, viene portato avanti senza esclusione di colpi e l’Italia fuori da un blocco europeo in grado di contrapporsi ai colossi è destinata a restare schiacciata. Con un esecutivo che non sembra più disposto ad accettare improbabili giri di valzer con chi rema contro l’Ue e alla luce anche di delicate indagini in corso su particolari rapporti tra un pezzo di politica italiana e tali superpotenze, la Commissione esteri della Camera ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva sulle eventuali interferenze straniere sul sistema delle relazioni internazionali dell’Italia.

LA MISSION. Nel corso dei lavori dovranno essere approfonditi i riscontri che sono emersi in relazioni ai fenomeni di interferenza straniera, che hanno interessato alcuni importanti sistemi democratici a livello europeo e mondiale, dovrà essere analizzata la possibile evoluzione degli assetti geopolitici dell’Italia, della sua collocazione europea derivante dall’influenza esercitata da attori statuali e non, nonché da forze politiche di Paesi esteri, e dovrà essere appurata l’eventuale esistenza di veri e propri piani internazionali tesi a condizionare le fondamenta e l’architettura delle alleanze internazionali dell’Italia in ambito Nato ed Ue. L’indagine dovrà inoltre accertare l’eventuale esistenza di interferenze esterne, volte ad incidere sull’indipendenza e sulla sovranità dell’Italia, e dovrà individuare i meccanismi di collaborazione a livello regionale ed internazionale utili a rafforzare il sistema di regole preposto alla tutela del principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati e al monitoraggio sui processi democratici interni, affinché siano conformi agli standard internazionali e allo Stato di diritto. Verifiche che verranno compiute tramite le audizioni di ministri degli esteri, della difesa e degli affari europei, dell’Alto rappresentante della politica estera Ue, dei rappresentanti Ocse, di delegati degli altri Stati membri Ue, del Parlamento Ue e dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, di rappresentanti della Nato, del rappresentante permanente dell’Italia in Ue, dei rappresentanti diplomatici, dell’Aise, dei rappresentanti di settori produttori, di whistleblowers coinvolti in casi del genere, di giornalisti, accademici ed esperti.

LE REAZIONI. Verifiche di cui appare particolarmente soddisfatto soprattutto il Partito democratico. “Dopo i parlamenti UK, USA, e quello europeo anche il Parlamento italiano cerca di capire se ci sono potenze straniere che cercano di influenzare i nostri elettori”, ha twittato la capogruppo dem in Commissione esteri, Lia Quartapelle. “È il primo atto formale con cui il Parlamento italiano decide di affrontare una delle più gravi emergenze che gravano sulle democrazie di ogni latitudine: l’ingerenza di alcuni regimi autoritari e dittatoriali nella libera discussione pubblica, e dunque nelle libere competizioni elettorali, delle democrazie liberali”, le fa eco il collega Andrea Romano. La Lega, tramite il deputato Paolo Formentini, ha invece puntato sulle scalate ostili provenienti dall’estero alle aziende strategiche. Ma è stata subito bloccata: si indagherà anche su quello.