Ira olimpica. Renzi alza i toni con i 5 Stelle: dimostrano che non si possono cambiare le cose

dalla Redazione
Politica

“Il punto impressionante è come se i grillini avessero detto: non siamo in grado di cambiare le cose”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha lanciato il suo primo affondo al Movimento 5 Stelle dopo il “no” all’Olimpiade di Roma. “Sto cercando di non fare mai polemica con il sindaco di Roma. Ha vinto; se Roma va bene son contento se va male mi dispiace. In campagna elettorale si era impegnata a fare un referendum, ma alla fine la titolarità è del sindaco e del Consiglio comunale. Mi amareggia l’idea che si dà al Paese che una grande opportunità non si possa fare perchè c’è il rischio che qualcuno rubi”, ha detto il premier ospite di Otto e mezzo.

“È impressionante se come politici non proviamo a cambiare le cose e ci limitiamo a protestare, non andremo da nessuna parte. Avrebbero avuto otto anni per cambiare Roma, ma detto questo rispetto e si va avanti”, ha evidenziato Renzi. Non è mancata la polemica con il direttore de Il Fatto quotidiano, altro ospite in studio: “Io faccio il tifo per l’Italia, a differenza di Travaglio penso fosse una grandissima opportunità per la città di Roma. Ho visto Barcellona e Londra trasformate, una buona amministrazione non fa l’elenco dei costi delle altre amministrazioni, prende e cambia le cose. Ieri hanno festeggiato Los Angeles e Parigi e hanno pianto gli sportivi e quelli che potevano avere un ritorno nelle loro città. Detto questo rispetto per il sindaco, se dice no andiamo avanti e parliamo di altro”.

Malagò rassegnato
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha spiegato che non è intenzionato a forzare la mano: “Formalmente non è finita, ma nella sostanza quando un’amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità internazionale”. E ha ribadito la posizione in un passaggio successivo: “Teoricamente ci sarebbero diversi piani B. Ma dal primo giorno ho sostenuto che questa non è la strada giusta, non è corretto, non è elegante e credo sia una cosa non da fare e non lo faremo. Ci adegueremmo ad una decisione che comunque consideriamo ingiusta e sbagliata”.