Netanyahu provoca Teheran: “Il regime è al collasso”. E l’Iran risponde colpendo il Medio Oriente

Bibi provoca Teheran: “Il regime è al collasso”. E scatena l'ira dei Pasdaran che lanciano attacchi in tutto il Medio Oriente

Netanyahu provoca Teheran: “Il regime è al collasso”. E l’Iran risponde colpendo il Medio Oriente

Dato per gravemente ferito o addirittura morto, Mojtaba Khamenei è un fantasma. Eppure, quando meno te lo aspetti, sui media di Teheran viene letto il messaggio di turno, rigorosamente scritto a mano e attribuito alla nuova Guida Suprema dell’Iran, in cui si appella alla resistenza a oltranza dei cittadini della Repubblica Islamica.

Certo, questi messaggi, in cui il leader non compare né in video né in voce, non fanno che alimentare i dubbi sulla sorte del secondogenito di Ali Khamenei, ma al contempo rappresentano la voce inequivocabile di un regime sanguinario che non ha la minima intenzione di arrendersi e che, al contrario, sembra accettare di buon grado ogni eventuale escalation del conflitto.

Nel suo ultimo messaggio, la Guida Suprema, oltre ai consueti discorsi sulla resistenza davanti a una guerra che – in questo ha ragione – è stata lanciata in violazione del diritto internazionale, ha affermato molto chiaramente che “ai nemici dell’Iran” deve essere “tolta la sicurezza”, tanto all’estero quanto in patria. Parole sinistre che, indubbiamente, alzano la tensione in tutto il mondo, mentre le intelligence occidentali segnalano da giorni il timore di attentati terroristici.

Attacchi e contrattacchi, in Iran la pace resta lontana

Minacce che, però, non sembrano scuotere il primo ministro Benjamin Netanyahu, che, di tutta risposta, ha dichiarato che l’Iran “è più debole che mai”, mentre “Israele è una potenza regionale e, alcuni direbbero, una potenza mondiale”.

Secondo lui, Teheran “non è più in grado di arricchire l’uranio” e “non è più in grado di produrre missili balistici”. Insomma, sembra un successo totale, ma per la pace, sempre secondo Bibi, servirà altro tempo. “Quanto tempo prenderà (la guerra)? Fino a che sarà necessario”, ha concluso il leader di Tel Aviv.

Parole a cui hanno risposto i Pasdaran, sostenendo che “la nostra industria missilistica” funziona a pieno regime e che “non c’è motivo di preoccuparsi, perché riusciamo a produrre” tali armi “anche in condizioni di guerra, il che è straordinario”.

L’escalation è servita

Che non si tratti di semplici parole lo hanno dimostrato proprio i Guardiani della Rivoluzione iraniani, che hanno lanciato una serie di pesanti attacchi in tutto il Medio Oriente, prendendo di mira anche Gerusalemme e il centro di Israele. Sciami di droni che, spiegano i Pasdaran, hanno colpito anche la città israeliana di Haifa, la base aerea statunitense di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e diverse infrastrutture strategiche nei Paesi arabi, in particolare una raffineria di petrolio in Kuwait e strutture analoghe in Qatar.

Dal governo di Doha fanno sapere che la situazione dell’impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, devastato dagli attacchi iraniani degli ultimi giorni, ha causato una riduzione delle esportazioni di GNL di circa il 17% e comporterà una perdita di entrate di circa 20 miliardi di dollari all’anno. Per la riparazione dei danni causati al gigantesco impianto saranno necessari, secondo le autorità del Qatar, “fino a cinque anni”.

In risposta, l’esercito israeliano – malgrado Donald Trump starebbe cercando di frenarne l’iniziativa – ha sferrato una nuova ondata di attacchi su Teheran e in numerose città dell’Iran, colpendo, secondo l’IDF, “oltre 130 obiettivi” in tutto il Paese.

Netanyahu, inoltre, sta intensificando le operazioni di terra in Libano per distruggere definitivamente i guerriglieri di Hezbollah e ha aperto un nuovo fronte di guerra bombardando il sud della Siria per “difendere i drusi”, recentemente attaccati dall’esercito di Damasco.

Attacchi che hanno scatenato la furia del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che durante la preghiera del venerdì ha invocato l’aiuto di Allah: “Possa Egli, il dominatore (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele”.