I curiosi affari della IsiameD, Istituto miracolato dalla Manovra. Estonia, Cina e Banca digitale in Egitto

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Tre milioni di euro nei prossimi tre anni. Perché urge “affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del Made in Italy”. Così recita il comma 640 della Legge di Bilancio. E a goderne l’IsiameD. Con la “d” maiuscola visto l’impegno dell’istituto nel digitale, appunto. Peccato, però, che della società pochi abbiano mai sentito parlare. Ed ecco allora le enormi polemiche che da giorni animano il dibattito politico su quella che per tutti è diventata la “marchetta di Natale”. Non a caso lo stesso ministro Carlo Calenda, venutone a conoscenza, ha twittato: “Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante a dir poco”. Solo stramberie da fine legislatura? Pare proprio di no. E allora cominciamo da principio. L’Istituto, che ha sede a Roma, si presenta come la “prima management company dedicata all’innovazione digitale del sistema produttivo e sociale italiano”. Di più non si sa dato che – tra le altre cose – sul sito mancano alcuni fondamentali dettagli come la privacy policy e la partita Iva. Insomma, tutto resta off-limits e anche visto questo muro di gomma il senatore Andrea Augello ha annunciato un esposto all’Anac.

Le curiosità, in effetti, non sono poche. Da quel che La Notizia è riuscita ad appurare, la società, che inizialmente era semplice “Istituto per l’Asia e il Mediterraneo”, nell’ultimo periodo si è curiosamente convertita al digitale. E in tempi ristretti è riuscita a crescere e siglare curiosi accordi con l’estero, dall’Egitto all’Estonia fino in Cina. Occhio alle date: IsiameD Digitale si è costituita l’8 ottobre 2016 ed è attiva, si badi bene, dal 10 novembre 2017. Da poco più di un mese, insomma. Non a caso conta al suo interno solo quattro dipendenti. E ora potrebbe espandersi ulteriormente visto il finanziamento di tre milioni nei prossimi anni. Un bel “regalo”, considerando che l’Istituto ha un capitale sociale di appena 10mila euro.

Business nel mondo – A questo punto la domanda sorge spontanea: chi c’è dietro IsiameD? Innanzitutto l’amministratore delegato e primo azionista (detiene il 75% della società), Vincenzo Sassi: ex Unicredit, professionista “esperto con una carriera di successo nell’ambito di gestione del rischio”, come scrive lui stesso sul suo profilo Linkedin. E, soprattutto, Sassi ha un passato anche nella diocesi di Acqui Terme: è stato chiamato dopo lo scandalo che travolse la diocesi, che utilizzava fondi per le attività di carità per ripianare clamorosi debiti dovuti a dubbie operazioni finanziarie.

Ma Sassi non è l’unico ad essere legato al mondo cattolico. Come lui, anche il presidente di IsiameD, Gian Guido Folloni: un passato da giornalista (è stato anche direttore di Avvenire), ex Dc, ex ministro per i Rapporti col Parlamento nel ’98-’99 e oggi membro del Centro Democratico di Bruno Tabacci. Ed ecco il punto: esattamente come Folloni, ex Dc è anche Antonio Milo, oggi senatore di Ala e, guarda caso, firmatario dell’emendamento pro-IsiameD. Sarà solo un caso? Chissà. Certo è che, tra le altre cose, proprio Milo ha accompagnato Folloni e Sassi a febbraio in Egitto. A fare cosa? Presto detto: il loro è stato un viaggio anche d’affari dato che in quella circostanza sono stati firmati due progetti (dopo una serie di incontri con i vertici della Banca centrale egiziana e con ministri del Governo), uno per la creazione di un “Campus di innovazione digitale” ed un altro per una “Banca Digitale”, al Cairo. Progetti importanti nonostante i non ottimi rapporti tra Italia ed Egitto. Avremmo voluto chiedere maggiori dettagli ai diretti interessati, ma “il dottor Folloni è fuori sede fino al 6 gennaio”, ci hanno risposto sbrigativamente da IsiameD. Anche perché gli affari non finiscono qui. Spuntano, infatti, interessanti legami anche con la Cina, dato che la società ha siglato un importante accordo col colosso della comunicazione Zte sul fronte smart city. Senza dimenticare l’ultimo traguardo, raggiunto il 14 dicembre: l’Istituto ha ottenuto le credenziali di e-residenza digitale in Estonia. “Obiettivo 2018: Banca Digitale d’Europa”, hanno commentato da IsiameD. Visto il finanziamento ad hoc, non è detto che sia impossibile.

Tw: @CarmineGazzanni

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