Israele, continua l’intifada. Pure Hamas cerca lo scontro. Sette vittime vicino Gaza. Nuovi agguati contro gli ebrei. I palestinesi alzano il tiro: guerra per liberare Gerusalemme

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L’intifada dei coltelli infuria. Come se non bastasse, ad aggiungere benzina al fuoco di violenze che in Israele e nei territori palestinesi si susseguono da giorni ci ha pensato ieri Ismail Haniyeh, leader degli islamisti di Hamas a Gaza. La Striscia palestinese “si unirà all’Intifada per Gerusalemme”. Sono chiarissime le parole, pronunciate durante la preghiera del venerdì in una moschea a Gaza City. Indicano la volontà del movimento di mettere in atto un’unica strategia. “malgrado il blocco imposto da Israele”, ricordando che i palestinesi sono “un unico popolo”.

LE VIOLENZE
Poche ore prima proprio il portavoce di Hamas avevano proclamato il “Giorno della Rabbia” nell’evidente tentativo di recitare un ruolo di primo piano nell’ondata di violenza che dura da tre settimane. Esprimendo una posizione in contrasto con quella del leader palestinese Abu Mazen che, per il secondo giorno di seguito, parla di “rivolta popolare pacifica” invitando “forze della sicurezza e giovani a non usare la forza contro gli occupanti israeliani”. Duri scontri hanno fatto seguito alle parole del leader di Hamas. I manifestanti si sono diretti verso il confine settentrionale della Striscia e qui sono scoppiati disordini con l’esercito israeliano. Il bilancio è quello di una strage: sette vittime tra i palestinesi e di una trentina di feriti. I sette, tutti sui 20 anni, sono le prime vittime nell’enclave palestinese dopo l’impennata di violenze che ha colpito Israele e Cisgiordania.

GLI ATTACCHI
Non accenna a fermarsi nel frattempo l’ondata di accoltellamenti a cui si è assistito negli ultimi giorni. Quattro, ieri, gli episodi isolati, l’ultimo ad Afula, dove una donna ha cercato di colpire una guardia, che ha aperto il fuoco ferendola alla testa. Un 15enne ultraortodosso è stato leggermente ferito a Gerusalemme, il suo aggressore arrestato. È stato invece colpito a morte un palestiense che aveva preso a coltellate un agente di polizia 47enne a Kiryat Arba, in Cisgiordania. Violenze anche contro gli arabi. Un israeliano ha accoltellato tre operai edili palestinesi e un dipendente municipale beduino a Dimona, nel sud d’Israele. Nessuno dei feriti è grave. La polizia ha arrestato il presunto aggressore, secondo quanto riferiscono i media israeliani.

LA CONDANNA
Dura la reazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Il Primo ministro condanna con fermezza l’attacco contro degli arabi innocenti. La giustizia perseguirà chiunque ricorrerà alla violenza e violerà la legge, da qualunque parte si trovi”, recita un comunicato pubblicato dal suo ufficio.