Le parole pronunciate da Gideon Sa’ar ad Hargeisa in relazione al riconoscimento ufficiale da parte di Israele del Somaliland, un territorio controllato dalla Somalia, sono destinate a lasciare il segno. Parlando del recente riconoscimento fatto da Tel Aviv, il ministro degli Esteri israeliano ha detto senza mezze misure che “a differenza della Palestina, il Somaliland non è uno Stato virtuale”.
Parole forti che, com’è facilmente intuibile, hanno immediatamente acceso polemiche e tensioni diplomatiche.
Del resto Sa’ar subito dopo ha ulteriormente puntualizzato che il Somaliland è “uno Stato funzionante, basato sui principi del diritto internazionale”, sottolineando come la regione autonoma somala sia, da quasi 35 anni, una democrazia stabile. Secondo il capo della diplomazia israeliana, il Somaliland tiene elezioni regolari — le ultime nel novembre 2024 — e ha garantito una pacifica transizione del potere, elementi che ne rafforzerebbero la legittimità sul piano internazionale. “È filo-occidentale e amico di Israele”, ha aggiunto.
Israele riconosce il Somaliland tra lo stupore della comunità internazionale e il ministro Sa’ar lancia la provocazione: “Non è uno Stato virtuale come la Palestina”
Nel corso della conferenza stampa con il presidente Abdirahman Mohamed Abdullahi, Sa’ar ha annunciato l’avvio di partnership strategiche tra Tel Aviv e Hargeisa, in particolare nei settori economico, agricolo e idrico. Israele formerà professionisti locali del settore dell’acqua e invierà propri esperti sul posto, aprendo anche a collaborazioni in ambito sanitario, educativo e della difesa.
Israele, ha rivendicato Sa’ar, è “onorato di essere il primo Stato membro dell’Onu a riconoscere la Repubblica del Somaliland come Stato indipendente e sovrano”, respingendo critiche e condanne internazionali: “Nessuno deciderà per Israele chi riconoscere”.
La reazione della Somalia non si è fatta attendere. Mogadiscio ha condannato duramente la visita del ministro israeliano, definendola un’“incursione non autorizzata” e una “grave violazione della sovranità e dell’integrità territoriale” del Paese, chiedendo a Israele di interrompere immediatamente ogni iniziativa ritenuta lesiva dell’unità somala.