“Tutta Italia aperta entro il 2 giugno”: il piano del governo e cosa riapre da aprile a maggio

GARAVAGLIA
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia conferma in un’intervista a ‘La Stampa’ che nei prossimi giorni la cabina di regia comincerà a programmare alcune aperture, sempre sulla base dei dati scientifici e dell’andamento dei contagi. La settimana giusta per completare la riapertura, secondo il leghista, è il 2 giugno.

“Tutta Italia aperta entro il 2 giugno”: il piano del governo e cosa riapre dal 20 aprile

“Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere”, dice il ministro. E per quanto riguarda la stagione turistica l’esponente della Lega dice di lavorare per farla ripartire “a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio”. Per Garavaglia comunque la cosa più importante è dare una prospettiva. ”Ovvio che sarei più contento se le spiagge, come l’anno scorso, aprissero a metà maggio”. In ogni caso, enfatizza, entro la festa della Repubblica dovrà essere aperto tutto o quasi tutto. ”Certo, il presidente Draghi ha ragione. Quando ho parlato del 2 giugno facevo riferimento alla più importante festa nazionale, ossia quella della Repubblica. In Francia ad esempio hanno indicato il 14 luglio. Mi riferivo a una data finale entro la quale mi auguro sia aperto tutto o quasi tutto”.

”Ovviamente dipende dal piano vaccinale -continua Garavaglia-. Da tempo diciamo che dobbiamo programmare. Sappiamo che, finché i numeri non lo consentono, bisogna essere molto prudenti. Ciò non vuol dire che non si deve programmare. Ci sono attività che puoi aprire il giorno dopo: per esempio domani una Regione è in arancione e allora i parrucchieri possono riaprono. Ci sono invece delle attività che hanno bisogno di settimane se non di mesi di anticipo per programmare l’apertura. Ogni settore ha una storia a sé”.

L’annuncio di Garavaglia arriva mentre gran parte dell’Italia si trova da oggi, lunedì 12 aprile, in zona arancione. In zona rossa e con maggiori restrizioni restano solo Valle d’Aosta, Puglia, Campania e Sardegna- E dunque con negozi, parrucchieri e centri estetici aperti e spostamenti consentiti in ambito regionale. E soprattutto con 6,5 milioni di studenti che tornano (a turno) in classe. Ed è proprio la scuola il primo obiettivo del governo nel Paese che riparte. Da lunedì 3 maggio, se la situazione epidemiologica e la campagna vaccinale lo consentirà, Draghi  vorrebbe far  tornare a scuola tutti gli studenti italiani, per consentire loro di chiudere l’anno in presenza almeno nell’ultimo mese e mezzo di lezione.

Cosa succede dal 20 aprile al 2 giugno

Il governo però pensa di cominciare a muoversi a breve, ovvero entro poco più di una settimana. Ovvero da quel 20 aprile che nei piani di Palazzo Chigi era all’inizio prematuro. Anche perché nel frattempo i numeri hanno cominciato a dare segnali confortanti. Nelle ultime 24 ore i tamponi positivi sono stati 15746 con 331 persone decedute. Prosegue, anche se in maniera contenuta, pure l’abbassamento della pressione sugli ospedali con 316 ricoverati in meno nei reparti e nelle terapie intensive (-3).

Per questo il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha anche accettato una verifica sulla base dei dati per decidere eventuali riaperture anche dopo il 20 aprile ripristinando il ritorno in giallo (già questa settimana molte regioni hanno dati da giallo) con la conseguente apertura dei ristoranti, almeno a pranzo, ma anche di musei, cinema e teatri, con ingressi contingentati.