L’Italia alza l’allerta sul Coronavirus. Più controlli su tutti i voli dall’estero. Parigi, Berlino e Londra fanno come noi: via dalla Cina. A Roma peggiorano le condizioni della coppia contagiata

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Se qualcuno pensava che l’Italia fosse rimasta a guardare davanti all’epidemia da Coronavirus, sbaglia di grosso. Dopo essere stato il secondo Paese a stoppare i voli da e verso la Cina e aver creato il protocollo sanitario più rigido dell’intera Europa, il Governo di Giuseppe Conte ha ulteriormente potenziato le misure di controllo e prevenzione dell’infezione. La novità consiste non solo nell’installazione nei gate degli aeroporti dei termoscanner, strumenti high tech capaci di rilevare la temperatura corporea di chi li attraversa, ma soprattutto nella decisione di sottoporre a controlli non solo i passeggeri provenienti dalla Cina ma anche quelli da tutte le rotte estere, incluse quelle europee. Ma senza una coordinazione efficiente da parte della comunità internazionale, è evidente il fatto che “ognuno fa per sé”. Proprio in quest’ottica si spiega la richiesta delle autorità britanniche, francesi e tedesche, che hanno invitato i rispettivi cittadini a “lasciare la Cina” prima che possano ammalarsi o che vengano imposte restrizioni ai voli.

TERAPIA INTENSIVA. Ma queste sono anche ore di passione per i due cinesi ricoverati allo Spallanzani perché infetti dal coronavirus. “Nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria, come segnalato nei casi fino ad ora riportati in letteratura. Pertanto è stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva: sono sottoposti a tutti le cure farmacologiche del caso, compresi farmaci antivirali sperimentali” si legge nel bollettino medico che non lascia presagire nulla di buono. Fortunatamente per le altre 20 persone che sono entrate in contatto con la coppia, messe sotto osservazione nel nosocomio romano, sembra escluso il contagio.

CHIESTO IL RIMPATRIO. In questo stillicidio di brutte notizie, c’è anche spazio per la vicenda dello studente italiano, in Cina per un soggiorno di lungo termine grazie al programma Intercultura. Il ragazzo era rimasto a terra perché gli era stata trovata una temperatura corporea di 37.7, verificata sia dalla parte cinese sia dai medici italiani giunti a Wuhan per il rimpatrio, e così è stato tenuto sotto controllo in un hotel nella città focolaio dell’epidemia. Ma ieri per lui è arrivata la buona notizia perché il test, fatto in un ospedale universitario, ha dato esito negativo e ora la Farnesina, su cui erano piovute infinite critiche assolutamente ingiustificate, è al lavoro per riportarlo a casa.

ALTRO INCREDIBILE RISULTATO. Ma se l’epidemia terrorizza il mondo, l’Italia continua a dimostrarsi un’eccellenza nel campo della ricerca medica. In nemmeno 48 ore è stato isolato e sequenziato il virus dallo Spallanzani poi è stato sviluppato dall’università di Padova un test diagnostico che in due ore restituisce una diagnosi che fa anche distinzione fra numerosi patogeni, inclusi gli altri coronavirus.