L’Italia firma il contratto per la ricerca sul vaccino anti-Covid. Le prime 60 milioni di dosi arriveranno in autunno. Speranza: “E’ il riscatto di un Paese che è stato colpito duramente per primo e che adesso si vuole rialzare”

dalla Redazione
Politica

“Con questa firma l’Italia è in prima fila nella grande sfida mondiale per la ricerca del vaccino, esce a testa alta dalla drammatica esperienza di questi mesi e pianifica il proprio futuro. Von der Leyen, Michel, Sassoli e Gentiloni ci hanno riconosciuto di aver indicato la strada. E’ il riscatto di un Paese che è stato colpito duramente per primo e che adesso si vuole rialzare. Un pezzo significativo del processo produttivo si realizzerà da noi, grazie a due importanti realtà di Pomezia e Anagni”. E’ quanto ha annunciato ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito all’accordo sulla ricerca sul vaccino anti-Covid siglato ieri con Francia, Germania, Olanda e Astrazeneca.

“Abbiamo fatto un accordo per 400 milioni di dosi – ha aggiunto Speranza -, di cui i primi 60 milioni saranno disponibili a partire dall’autunno. L’Italia è nel gruppo di testa, fra i Paesi che devono gestire il vaccino. Abbiamo bloccato un numero molto alto di dosi per poterle condividere con gli altri Paesi europei. Il vaccino è un diritto di tutti, non un privilegio di pochi. Abbiamo fatto un passo importante per assicurare che la Ue non resti schiacciata tra i giganti Cina e Usa, che giocano una partita epocale”.

“Il vaccino lo paga lo Stato – ha spiegato ancora il ministro della Salute -, verrà distribuito gratis a cominciare dalle classi più a rischio. Stiamo parlando del vaccino più avanti di tutti, la cui sperimentazione sull’uomo è partita ad aprile. Ma il mio atteggiamento resta quello della prudenza. La svolta vera ci sarà quando l’Agenzia europea per i medicinali darà il via libera. Questo governo ha tutte le energie e le forze per poter interpretare la fase di ricostruzione a cui siamo chiamati dopo aver gestito quattro mesi durissimi. Ora la sfida vera è trasformare una crisi così profonda in opportunità di ripartenza”.

“Il contratto formalizzato per il vaccino – ha commentato il premier Giuseppe Conte – è un’altra dimostrazione che l’Italia è in prima linea. Quando si tratta di investire sulla ricerca, saremo sempre in prima linea. Naturalmente bisogna essere cauti, non c’è ancora un vaccino disponibile, ma questo per cui abbiamo siglato l’accordo è il più promettente”.