L’Italia ha piegato la curva dei contagi perché il Paese si è unito. Speranza: “La riapertura delle scuole è una sfida condivisa. Non è un problema di un ministro o di un preside”

dalla Redazione
Politica

“Per me la priorità in vista della riapertura delle scuole è ritrovare nel Paese lo spirito di febbraio, marzo ed aprile perché le norme sono state fatte, abbiamo regole, abbiamo procedure, abbiamo protocolli” ma “dobbiamo recuperare quel grande senso di unità nazionale di una sfida condivisa”. E’ quanto ha detto il ministro per la Salute, Roberto Speranza, nel corso di una conferenza stampa a Firenze, rispondendo a chi gli chiedeva quale sia la più grande preoccupazione in vista della prossima riapertura delle scuole.

“Noi abbiamo piegato la curva” dei contagi da Coronavirus, ha detto il ministro della Salute, “in una fase difficile perché il Paese si è unito, perché il Paese tutto insieme, governo, parlamento, regioni ma anche semplicemente insegnanti, studenti, genitori, famiglie, hanno capito che c’era una grande sfida da giocare assieme. Io penso che questo sia il punto fondamentale: noi possiamo vincere questa partita della riapertura delle scuole, che è la priorità assoluta per il governo, ritrovando quello spirito. Quindi il mio appello a tutti è a muoversi esattamente in questa direzione”.

“Il problema della riapertura delle scuole – ha spiegato Speranza – non è un problema di un ministro del governo, di un presidente di regione o di un preside, ma è una grande questione nazionale, è una sfida di tutti noi, e il Paese deve viverla per quello che è. Io penso che siamo stati all’altezza nei mesi più difficili, l’Italia ha dimostrato di essere un grande Paese in febbraio, marzo, aprile, quando eravamo oggettivamente in una situazione difficile, in un contesto internazionale dove siamo stati i primi a pagare un prezzo salato, oggi dobbiamo recuperare quel grande spirito di unità e di impegno, perché è una sfida di tutti provare a rimettere al centro le nostre scuole e la formazione dei nostri ragazzi”.

“L’R con zero, o il numero dei contagi non è già scritto nel cielo, non è già dato, dipenderà dai comportamenti di ciascuno di noi, ed io non mi stancherò mai di dare questo messaggio” ha aggiunto il ministro della Salute parlando dell’evoluzione dell’epidemia in Italia e rispondendo a chi gli chiedeva se ci fosse la possibilità di seconde ondate in autunno. “Si possono fare tutte le simulazioni del mondo – ha aggiunto Speranza – ma quello che poi determina un numero o un altro è il comportamento delle persone. Se il comportamento delle persone, come io continuo a chiedere con insistenza, è un comportamento responsabile e positivo, siamo nelle condizioni di gestirla meglio”.