L’Italia invia a Beirut i “Caschi blu della Cultura”. Esperti in missione per aiutare le autorità libanesi a mettere in sicurezza i beni danneggiati dall’esplosione del 4 agosto

dalla Redazione
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Sono partiti questa mattina da Roma per il Libano i cinque esperti civili e militari della componente dei “Caschi blu della Cultura” che il governo italiano, su impulso del ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, ha messo a disposizione del governo libanese dopo la grave esplosione che il 4 agosto scorso ha distrutto il porto di Beirut. “Questa missione – ha dichiarato lo stesso ministro – fa seguito a quella effettuata di recente in Albania per il terremoto del 26 novembre 2019, e conferma la capacità della Task Force italiana Unite4heritage di rispondere, in modo tempestivo, alle sfide poste dalle sempre più numerose emergenze per la salvaguardia dei beni culturali”.

“I Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale e i tecnici del Mibact sosterranno – ha spiegato ancora Franceschini -, in collaborazione con l’Unesco, le autorità libanesi nella messa in sicurezza dei beni danneggiati portando competenze e professionalità riconosciute come eccellenza in tutto il mondo. Con questa nuova missione, continua l’azione dell’Italia per la protezione del patrimonio internazionale”.

La Missione dei “Caschi blu della Cultura”, coordinata dall’Ambasciata italiana in Libano ed operativamente supportata dalla Direzione delle Antichità libanesi, avrà come obiettivo la ricognizione dei danni al patrimonio culturale libanese e la valutazione degli interventi da adottare per ridurre ulteriori perdite del patrimonio coinvolto.

La Task Force, composta da funzionari esperti del Mibact e da Carabinieri del Comando TPC, opererà secondo le procedure operative consolidate e l’esperienza che ha acquisito negli ultimi eventi sismici che hanno interessato il nostro Paese, fornendo se necessario anche i primi indirizzi sulle successive fasi di restauro e conservazione del patrimonio danneggiato.