L’Italia non può attendere il vaccino. Conte: “Andiamo incontro a un rischio calcolato. La curva potrà tornare a salire. Ma dobbiamo ripartire”

dalla Redazione
Politica

“Andiamo incontro a un rischio calcolato nella consapevolezza che la curva potrà tornare a salire. I nostri principi rimangono gli stessi, il primo è la tutela della vita e salute dei cittadini che sono valori non negoziabili ma dobbiamo declinarli diversamente”. E’ quanto ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa dedicata al secondo step della Fase 2 (qui il testo del nuovo decreto-legge). “Stiamo affrontando un rischio – ha aggiunto il presidente del Consiglio – ma dobbiamo ripartire, non possiamo permetterci aspettare il vaccino. Servirà cautela ed attenzione da parte di tutti specie per le Regioni come la Lombardia che sta combattendo la battaglia più dura, è nella fascia rischio moderato”.

“Affrontiamo la Fase 2 – ha detto il presidente del Consiglio – con voglia di ricominciare ma anche con prudenza. I dati sono incoraggianti ci confermano che gli sforzi collettivi hanno prodotto i risultati attesi. Siamo nella condizione di affrontare la Fase 2 con fiducia e senso di responsabilità, sarà importante il lavoro e il dialogo con le Regioni, Anci e Upi, dovranno anche loro assumersi le loro responsabilità. Sono stati acquistati 150mila test sierologici – ha proseguito il premier – e siamo disponibili ad acquistarne altri 150mila. Partirà nei prossimi giorni la sperimentazione dell’app Immuni. Stiamo lavorando su tutto, con i test sierologici e tamponi ma occorre del tempo”.

“Da lunedì 18 maggio – ha spiegato Conte – riaprono i negozi di vendita al dettaglio, tutte le attività legate alla cura della persona, ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e pasticcerie, pub. Il tutto a condizione che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e adottino protocolli di sicurezza. La stessa cosa vale per gli stabilimenti balneari, riprendo le celebrazioni liturgiche e riaprono i musei. Dal 25 maggio abbiamo la riapertura di palestre, piscine e centri sportivi, dal 15 giugno riaprono teatri, cinema e sarà a disposizione un ventaglio di offerte a carattere ludico per i nostri bambini”.

“Da una regione all’altra ci si può spostare per i motivi già noti – aggiunge il premier – e saranno limitati fino al 3 giugno. In prossimità di questa scadenza valuteremo e se i dati saranno incoraggianti si potrà tornare a muoversi in tutta Italia senza limitazioni. Sempre dal 3 giugno sarà possibile spostarsi all’interno degli Stati Ue senza obbligo di quarantena per chi arriva dall’Italia. Da lunedì ci si sposterà all’interno delle regioni senza nessuna limitazione, via alle autocertificazioni, questo significa uscire senza dover giustificare le ragioni dello spostamento. Riprende anche la vita sociale, riprendono gli incontri con gli amici ma rimane il divieto di uscire per chi positivo e in quarantena, resta il divieto di creare assembramenti. In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro e la mascherina è obbligatoria in specifici luoghi”.

“Non c’è nessuno scarico di responsabilità – ha aggiunto il premier -, non si gioca in una fase del genere. In questo momento è chiaro che la Lombardia sta affrontando una prova più difficile rispetto agli altri e consiglio ai lombardi di essere molto attenti. Noi non abbiamo motivo per dire alla Lombardia che non apre, la Lombardia può tranquillamente decidere di aprire e, come ogni regione, ha la possibilità di introdurre misure ampliative e restrittive, ma lo Stato ha una funzione di vigilanza. Se dovessimo vedere che la curva dovesse risalire saremo pronti a intervenire, ma lo farà lo stesso Fontana che è una persona responsabile”.

“Con questa manovra – ha detto ancora Conte – gettiamo un ponte per affrontare l’urto e l’impatto di questa crisi, abbiamo introdotto misure importanti per costruire il nostro futuro. E’ una emergenza molto pesante che sta assorbendo a tutti grandi energie fisiche, economiche e anche morali, ma non ci possiamo permettere di fermarci, adesso più che mai dobbiamo correre. La riforma del taglio della burocrazia è la più difficile da realizzare, a parole tutti condividono gli obiettivi ma quando si inizia a lavorare e si inizia a sottrarre qualche competenza si crea un circuito di resistenza incredibile. Noi abbiamo la testa dura e credo ci riusciremo”.

“Adesso – ha annunciato Conte – ci dedicheremo nelle prossime ore, senza tregua, al decreto semplificazioni. Contemporaneamente lavorerà al piano europeo dei nuovi strumenti finanziari. Con l’obiettivo il dl semplificazioni l’obiettivo è chiaro: rendere più rapidi e trasparenti alcuni passaggi amministrativi per accelerare la crescita economica e sociale”.