Italia senza figli, Lorenzin vuole risolvere il problema con un’aspirina. E portare il bonus bebè a 160 euro al mese

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Uno sforzo per aumentare il bonus bebè. E portarlo almeno a 160 a 240 euro al mese per le due fasce previste dalla legge in vigore. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, intervistata da La Repubblica, ha annunciato il suo personale impegno per combattere il calo delle nascite che sta diventando sempre più preoccupante. Oggi, infatti, i nuclei familiari con Isee inferiori ai 7mila euro all’anno percepiscono 120 euro al mese, mentre con un Isee superiore ai 7mila e al di sotto dei 25mila ricevono 80 euro.

“La vera emergenza dell’Italia”, l’ha definita Lorenzin. Che si è detta convinta di poter ottenere un pieno appoggio del presidente del Consiglio sulla questione. “Sono sicura che il premier Matteo Renzi, che ha 40 anni, è sensibile alla questione demografica e accetterà le mie proposte, che saranno appoggiate nella legge di Stabilità da Ncd”. Ma dove prendere i soldi? Secondo la ministra sarà possibile attingere dalla mancata spesa per la famiglia, che non viene attuata proprio a causa della flessione della natalità. Insomma, vuole arrestare la spirale che – paradossalmente – lascia inutilizzate alcune risorse messe a disposizione.

Non solo bonus bebè
“Se andiamo avanti con questo trend, senza riuscire a invertirlo, tra dieci anni cioè nel 2026 nel nostro Paese nasceranno meno di 350 mila bambini all’anno, il 40% in meno del 2010”, ha detto la ministra, analizzando i dati. Per questo ha rilanciato la necessità di un investimento pubblico per favorire le famiglie a fare figli. Tra le misure Lorenzin ha citato “il sostegno alla maternità, che deve recuperare un prestigio sociale e non deve rappresentare un ostacolo per il lavoro”. Inoltre “è importante anche il tema dei servizi, come gli asili nido, che devono essere abbastanza per permettere ai genitori di continuare a lavorare quando hanno bambini piccoli o di non svenarsi per pagare le baby sitter”.

L’attenzione della Lorenzin si è anche concentrata sulla “questione più sanitaria della fertilità”. Quindi “bisogna che si prevengano i problemi che impediscono di fare i figli. Le coppie devono capire che decidere di averli troppo tardi, oltre i 35 anni, può diventare un problema”.

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di Gaetano Pedullà

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