L’Italia torna a vestire di giallo. In arancione solo 5 regioni. L’indice Rt scende a 0,84. Speranza firma l’ordinanza. Da lunedì misure meno restrittive in quasi tutto il Paese

ROBERTO SPERANZA
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L’Italia cambia colore. A partire da lunedì 1 febbraio lo stivale si tinge quasi tutto di giallo ad eccezione della provincia autonoma di Bolzano, Umbria, Sardegna, Puglia e Sicilia che resteranno arancioni. Colpo di scena. Anche la Lombardia che nelle ultime ore sembrava non riuscisse a passare nella zona a basso rischio di infezione – dopo il pasticcio delle scorse settimane, quando è finita per errore in zona rossa a causa dei dati incompleti – è riuscita a convincere Roma. Lo ha annunciato su Facebook il presidente della regione, Attilio Fontana. “è stata una settimana certamente difficile, abbiamo lottato perché, come attestato dai dati, i lombardi meritano questa riduzione delle restrizioni. A tutti chiedo di continuare comunque a mantenere sempre alta l’attenzione continuando ad adottare comportamenti virtuosi”.

È questa, dunque, la decisione presa dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base delle indicazioni della cabina di regia che ha analizzato l’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss). La provincia di Bolzano e la Sicilia escono quindi dalla zona rossa, dove erano finite il 17 gennaio scorso. In questo caso le nuove ordinanze saranno in vigore già da domenica 31 gennaio, mentre rimangono invariate per un’altra settimana le restrizioni in vigore in Puglia, Sardegna e Umbria. Restano in zona gialla Basilicata, Campania, Molise, provincia di Trento e Toscana, a cui ora si aggiungono da lunedì Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Lombardia.

L’indice Rt si registra in discesa su tutto il territorio italiano (0,84). Altro indice fondamentale del monitoraggio è il tasso di occupazione delle terapia intensive: sono 8 le regioni sopra la soglia critica contro le 12 della precedente rilevazione. A livello nazionale il tasso è sotto la soglia critica del 30 per cento, si ferma al 28. Ma sono “forti le variazioni regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza, impongono comunque misure restrittive”. Diminuiscono i ricoveri in rianimazione, da 2.487 a 2.372 e nelle aree mediche, da 22.699 a 21.355.

La raccomandazione degli esperti, si legge sempre nella bozza, è di non abbandonare le misure di contenimento: “L’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. In forte discesa anche l’incidenza dei casi: ora sono 289,35 ogni 100.000 abitanti anziché 339,34 del periodo 4-17 gennaio. Lo fa sapere l’Iss. L’indice era già in calo da 5 settimane. Tuttavia, si legge nel report settimanale, “l’incidenza è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”.

Perché i casi siano tracciabili il livello deve scendere sotto le 50 unità ogni 100.000 abitanti. Il ministero della salute ha stabilito con un’ordinanza in quale colore collocare ciascuna regione: tale valutazione è la risultante di 21 indicatori differenti. Le restrizioni quindi da lunedì diminuiscono. Ma cosa significa? Alcune regole generali restano valide in tutte le zone: il divieto di spostamento tra regioni, in vigore fino al 15 febbraio, e il coprifuoco dalle 22 alle 5. Nella zona gialla, fascia con minori restrizioni, è consentito muoversi liberamente tra comuni.

Resta valida la regola riguardo alle visite in case private: si può andare da amici e parenti una sola volta al giorno, al massimo in due persone. Bar, pasticcerie, ristoranti sono aperti dalle 5 alle 18: ai tavoli si può sedere al massimo in 4. Mentre fino alle 22 è consentito il servizio da asporto, non per i bar senza cucina e le enoteche, mentre la consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario. Aperti tutti i negozi, tranne i centri commerciali nei week end. Dal lunedì al venerdì sono inoltre aperti i musei.

Nelle cinque fasce arancioni rimaste, invece, non è consentito spostarsi fuori dal comune di residenza, tranne che per motivi di lavoro, urgenza o salute. Resta in vigore la deroga introdotta a Natale per i Comuni al di sotto dei cinque mila abitanti, per i quali è consentito lo spostamento nel raggio di 30 chilometri ma non verso i capoluoghi di provincia. È consentita invece la circolazione libera nel proprio comune e si può anche far visita a parenti ed amici, una sola volta al giorno, al massimo in due persone. Bar, pasticcerie, ristoranti sono aperti solo per asporto.