Italicum bloccato in Trentino e Val d’Aosta

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di Vittorio Pezzuto

Michaela Biancofiore non si rassegna e denuncia a gran voce la colpevole disattenzione dei media su una vistosa incongruità nella legge elettorale che la Camera sta disegnando in queste ore. Ieri è stato infatti bocciato un suo emendamento che prevedeva l’applicazione dell’Italicum anche nel Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta, «escluse dal sistema Italia senza alcuna motivazione se non per una forzatura antidemocratica e una logica correntizia interna al Pd». Eh sì, perché per queste due regioni si è invece deciso di riesumare il vecchio Mattarellum a collegi uninominali: un meccanismo perfetto per garantire al Pd e alla Svp la totalità degli eletti. «Insomma, si è già deciso per legge il partito che vince in barba ad ogni principio di uguaglianza costituzionale e di sovranità popolare» denuncia la deputata azzurra. «Promuoverò una class Action trasversale dei cittadini del Trentino Alto Adige per ricorrere alla Consulta contro questo Italicum che Italicum non è» annuncia combattiva. «Anche gli elettori del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta hanno diritto a sentirsi pienamente italiani e vedersi riconoscere il diritto alla scelta della rappresentanza politica. Un sistema elettorale che prevede per quelle regioni il Mattarellum, cioè un sistema maggioritario con collegi uninominali a fronte del sistema proporzionale con collegi plurinominali che entrerà in vigore per il resto d’Italia, è un pateracchio ad usum delphini di qualcuno e profondamente incostituzionale. E soprattutto non ha nulla a che vedere con la tutela delle minoranze linguistiche già garantite ampiamente con la soglia di salvaguardia del 20% regionale che permette oggi alla Svp di avere 4 parlamentari alla Camera a fronte di 132.000 voti nazionali». L’esponente di Forza Italia conclude: «Innanzi a questa previsione iniqua, si infrange lo scopo stesso della legge che era quello di semplificare il quadro partitico e rafforzare il bipolarismo spingendo i piccoli partiti ad aggregarsi. Come si possono infatti lasciar fuori dal Parlamento partiti che prendono 4-5 milioni di voti e garantire un’ampia presenza a chi raccoglie lo 0,40% nazionale? Renzi rifletta attentamente e predisponga un emendamento del governo per abolire questa inspiegabile discriminazione tra cittadini italiani».