Italicum sotto attacco. Anche Alfano presenta il conto, vuole un ritocco alla legge elettorale

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Un termometro per capire le reali intenzioni sull’Italicum. Con la temperatura che aumenta nella maggioranza. Perché Angelino Alfano vuole presentare il conto a Matteo Renzi, mentre la minoranza del Partito democratico è ormai lontana anni luce dalla posizione del presidente del Consiglio. A Montecitorio è scattato il confronto sulla legge elettorale, grazie alla mozione di Sinistra italiana che denuncia la presunta incostituzionalità della legge elettorale. Così la discussione alla Camera è la prima mina posta sul percorso verso il referendum. Certo, le speranze che sia approvata sono prossime allo zero. Ma l’obiettivo è un altro: portare il confronto in Aula dopo mesi di dibattito sui media.

EPPUR SI MUOVE
Che qualcosa sia cambiato è abbastanza evidente. “Servono delle modifiche alla luce del testo definitivo della riforma costituzionale”, ha annunciato Dore Misuraca, deputato di Area popolare. Così il gruppo degli alfaniani ha annunciato la presentazione di una propria mozione, pur garantendo il voto contrario al documento depositato da Si. L’obiettivo è quello di cercare la sponda con l’area di Pier Luigi Bersani e di Roberto Speranza. La linea ufficiale del Governo è stata ribadita dalla ministra Maria Elena Boschi. “L’Italicum funziona, è una buona legge elettorale perché prevede la certezza di un vincitore. Renzi ha chiesto pubblicamente ai partiti di opposizione come la vogliono cambiare la legge. Vediamo se arriveranno proposte”. Dichiarazioni che aumentano i mal di pancia nella sinistra dem, che alla Camera ha messo sul tavolo – nelle scorse settimane – un ritorno al Mattarellum in versione rinnovata.

LEGGE TEDESCA
Intanto, il capogruppo alla Camera di Sinistra italiana, Arturo Scotto, ha puntato l’indice contro i presunti profili di incostituzionalità della legge elettorale. Un tentativo politico di anticipare il pronunciamento della Corte costituzionale, previsto per il 4 ottobre, salvo rinvii. Tra le contestazioni mosse ci sono “l’eccesso di sproporzionalità tra voti e seggi che, censurato in riferimento il Porcellum, può ripetersi con riguardo all’Italicum” e l’uso delle preferenze, perché “si prevedono capolista bloccati con il voto di preferenza relegato ad un ruolo subordinato rispetto ai capolista”. Come se non bastasse, l’Italicum ha aggiunto una nota “tedesca” alla polemica. Il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ha infatti promosso la legge elettorale. “Il Jobs Act, così come l’Italicum hanno un approccio corretto”, ha detto il falco dell’austerià europea. La replica del deputato di Si, Alfredo D’Attore, è stata molto piccata: “Si capisce perché Weidmann è favorevole all’Italicum. Grazie al trucco di trasformare una esigua minoranza degli aventi diritto al voto in una maggioranza assoluta di seggi, va bene senz’altro per chi pensa di poter continuare a imporre all’Italia governi che non rappresentano e non difendono gli interessi di gran parte dei suoi cittadini”.