Jobs Act allo sprint finale. Meno ammortizzatori e congedi raddoppiati. La cassa integrazione viene dimezzata

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Arriva praticamente a conclusione la riforma del lavoro del Governo, l’ormai famoso Jobs Act. I decreti attuativi finali, ieri, sono stati approvati dal consiglio dei ministri. Tra le novità spicca la stretta sulla durata della cassa integrazione che, per quella ordinaria e straordinaria, viene abbassata a 24 mesi in 5 anni. Tetto che può salire a 36 mesi se “abbinata” alla solidarietà. C’è anche l’estensione, al contempo, di questi strumenti alle imprese con oltre 5 dipendenti. Queste, in particolare, alcune delle novità contenute nello schema di decreto legislativo sul riordino degli ammortizzatori sociali. “Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” e “disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni” sono i titoli di altri due decreti legislativi attuati. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Altri quattro decreti sono stati approvati in via preliminare. Il Cdm ha introdotto un “assegno di ricollocazione” per disoccupati per due anni. Poletti ha inoltre annunciato che non è stato affrontato il tema del salario minimo.

I PUNTI
E’ stato dato dunque l’ok definitivo per allungare il tempo per fruire del congedo parentale facoltativo portandolo da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino rispettivamente per quello retribuito al 30% e per quello non retribuito, la cui durata resta comunque di 6 mesi. Inoltre si riduce da quindici a cinque giorni il periodo di preavviso al datore di lavoro. Prevista anche la possibilità di “trasformare” il congedo parentale in part-time al 50%. “Viene istituita l’Agenzia ispettorato del lavoro”, ha detto inoltre Poletti in conferenza stampa. “Per rendere più razionale” la lotta alle illegalità, ha precisato. Il nuovo organismo integrerà i servizi ispettivi di ministero del Lavoro, Inps e Inail. Si razionalizzerà la rete presente sul territorio e ciò determinerà anche dei movimenti a livello di personale. L’operazione dovrebbe anche portare a dei risparmi in termini di spesa pubblica. Cassa integrazione, si cambia. Nel decreto sul riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali, che ora andrà all’esame del Parlamento, si prevede, ha spiegato il ministro “la cosiddetta norma bonus-malus: la riduzione del 10 per cento dell’importo del contributo fisso alle imprese è stato sostituito da un contributo addizionale crescente in ragione alla durata dello strumento per disincentivare usi non coerenti”. La durata massima della cassa integrazione viene fissata in 24 mesi, che possono salire a 36 mesi con il ricorso alla solidarietà. L’accesso alla cassa sarà esteso, a pagamento, anche alle imprese da 6 a 15 dipendenti, con diverse aliquote sul monte salari.

GLI SVILUPPI
Verrà costituita l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal ministero del Lavoro. Si prevede anche il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali dell’azione della nuova Agenzia, che avrà competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e Aspi.