Jobs Act, è già scontro: necessaria la fiducia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Alessandro Righi

Dati alla mano occorre agire in fretta. Anche se le premesse per il Jobs Act che arriva in aula oggi non sono certo delle migliori con Nuovo Centrodestra e Scelta Civica pronti a dare battaglia su alcuni dei provvedimenti previsti dal testo sul lavoro. Le modifiche apportate al decreto non convincono proprio tutti e quindi il dibattito a Montecitorio si prevede scoppiettante. A non convincere Ncd e Sc il testo emendato dal Partito democratico in commissione per accontentare la propria ala sinistra. E già prende quota il voto di fiducia. Dal canto suo il Pd ha fatto sapere che qualora fosse necessario porre la fiducia, lo si dovrebbe fare sul testo uscito dalla commissione. Il braccio di ferro è appena all’inizio.

Le modifiche
Al testo originario sono state apportate alcune modifiche in commissione. È stata abbassata la possibilità di proroga dei contratti a tempo determinato, ridotta da otto a cinque volte per un periodo complessivo di 36 mesi. Il congedo di maternità sarà conteggiato ai fini del diritto di precedenza e alle lavoratrici viene riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi. Ulteriori modifiche ai contratti a tempo determinato riguardano la possibilità di raggiungere il massimo del 20% rispetto ai lavoratori assunti a tempo indeterminato, pena la sanzione per chi non rispetta la regola dell’assunzione a tempo indeterminato. Torna obbligatorio l’apprendistato pubblico con l’offerta che, però, dovrà essere garantita dalle regioni entro 45 giorni. E per quanto riguarda le aziende che contano su più di 30 dipendenti scatterà l’obbligo di dover assumere almeno il 20% degli apprendisti, prima di poter stipulare nuovi contratti di assunzione. A un anno di distanza dall’entrata in vigore, il nuovo decreto lavoro verrà sottoposto a un check up: il ministero del Lavoro dovrà fare il punto a Camera e Senato presentando una relazione sui risultati prodotti o meno dal decreto. Importante chiarire, infine, che le norme riguardanti contratti a tempo determinato e sull’apprendistato varranno soltanto per i rapporti di lavoro costituiti dopo l’entrata in vigore del decreto.

Altre norme
Provvedimenti ad hoc per quanto riguarda il personale educativo e scolastico che lavora negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia dei comuni con lo slittamento per la possibilità di prorogare e rinnovare i contratti fino al 31 luglio 2015. Il termine precedente era quello del 31 luglio 2014. Altro capitolo riguarda i contratti di solidarietà sui quali viene innalzato lo sconto sui contributi che sale fino al 35%. La legge datata 1995 che si occupa di questa tipologia contrattuale prevede la possibilità per i datori di lavoro, nei limiti del Fondo per l’occupazione, di ridurre l’ammontare della contribuzione previdenziale e assistenziale per quei lavoratori a cui vengono ridotte le ore di lavoro per una misura superiore al 20% dell’orario previsto dal contratto “a formula piena”. La riduzione sale ora al 35% dal 25% precedente (30% nelle aree svantaggiate). Cancellata invece la norma che prevedeva sconti qualora fosse stato ridotto l’orario normale di oltre il 30%.

Linea contraria
Già è partito l’attacco di Ncd con il presidente dei senatori, Maurizio Sacconi, che ha avvertito: “Bisogna tornare al testo originario del governo, la commissione lavoro della Camera ha ridotto del 50% la spinta propulsiva alla maggiore occupazione del dl lavoro. È interesse del governo”, ha aggiunto, “ripristinare le semplificazioni in materia di apprendistato”. Obiettivo di Ncd, però, è anche quello di ridimensionare le sanzioni incaso di contratti a termine superiori al tetto del 20% degli occupati. Per il presidente della commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, invece, “il testo della commissione è un punto di equilibrio che non va toccato”. Voci discordanti all’interno di Forza Italia dove a quanto pare non vi è una posizione univoca sul dl Lavoro. Da una parte Maurizio Gasparri parla di “provvedimenti troppo di sinistra”, da un altro, invece, Renata Polverini afferma: “rifletteremo sull’atteggiamento da adottare. Ma con il nostro contributo il dl ha assunto una dimensione più garantista per i lavoratori e per le donne in maternità”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Ci mancava il regalo ai mafiosi

Partito come un venticello, il soffio della restaurazione sta diventando un tornado. Draghi a Palazzo Chigi ne è di per sé il sigillo di garanzia, ma siccome il suo è definito da stampa e poteri forti il “Governo dei migliori”, c’è chi ha deciso di

Continua »
TV E MEDIA