La balla della mazzetta di Maduro a Casaleggio. Siamo all’Abc delle fake news. Non c’è una prova, se non un documento visibilmente taroccato

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

Una valigetta piena di soldi per stringere un patto tra Nicolas Maduro e il Movimento 5 Stelle. Poi una nota dei servizi segreti venezuelani in cui ci sarebbero le prove del pagamento che finisce al quotidiano Abc, vicino alla destra del Paese, il quale pubblica il presunto scandalo in prima pagina. Gli ingredienti per un film di serie b ci sono tutti, peccato che il dossier degli 007 sud americani sarebbe un falso costruito ad arte, come spiega l’ambasciata di Caracas a Roma, e che l’intera vicenda, secondo Davide Casaleggio, sarebbe una montatura per la quale sono pronte le querele.

Diventa un caso l’articolo del quotidiano spagnolo secondo cui l’attuale presidente del Venezuela Maduro, all’epoca dei fatti Ministro degli Esteri, “diede nel 2010 la sua autorizzazione all’invio di una valigia che conteneva 3,5 milioni di euro al Consolato venezuelano a Milano per finanziare in nero il M5s”. Fatti per i quali, si legge nell’articolo, né “il governo venezuelano” né il Movimento hanno voluto commentare. Risposta che, però, è arrivata ieri dall’ambasciata a Roma: “Si tratta di un’informazione falsa e assurda, adiremo le vie legali” “Ci sono tanti punti incongruenti in una nota che è falsa e contraffatta” spiegano i diplomatici secondo cui l’intera storia, comunque la si voglia vedere, non si regge in piedi. Il presunto pagamento da Maduro ai grillini risalirebbe al 2010, ossia quando M5S era appena nato e che per questo, spiegano dall’ambasciata, era “completamente sconosciuto in Venezuela”.

Tesi più che facile da credere perché sono gli stessi anni in cui anche in Italia molti non credevano nel progetto politico del Movimento tanto che rimarrà nella storia la frase del 2009 di Piero Fassino: “Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”. Una sfida che, come sappiamo, è stata raccolta con successo da M5S, Ma c’è di più. A rendere poco credibile la vicenda, come ricordano dall’ambasciata, ci sarebbe addirittura un precedente: “lo stesso quotidiano nel 2016 scrisse le stesse cose a proposito del movimento spagnolo Podemos”.

STORIA INVEROSIMILE. Come se non bastasse, il presunto patto tra Maduro e i 5s non è neanche una storia nuova. “È una fake news uscita più volte, l’ultima nel 2016” ha spiegato Casaleggio in un lungo post sul blog delle stelle, in cui preannuncia: “Dalle smentite ora passeremo alle querele”. Smentisce anche il capo politico ad interim Vito Crimi secondo cui: “Sulla questione non c’è altro da dire, se non che nel lontano, come negli anni a seguire, realizzammo una campagna elettorale fatta con pochissime risorse e mezzi, frutto di micro donazioni dei cittadini italiani”. Ben più duro il sottosegretario al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano, che ha fatto notare come “nel 2010 il governo venezuelano avrebbe finanziato in modo occulto M5S con 3,5 milioni di euro”, “mi state dicendo che il Venezuela sia stato così scaltro da prevedere con otto anni di anticipo che un movimento, nel 2010 dato al 2 per cento, sarebbe andato al governo?”.

“Certo, va dato atto che è stata ingegnata bene la cosa, il documento falso è abbastanza credibile e qualsiasi smentita dal governo venezuelano (già arrivata) non sarebbe presa sul serio, gli accusati non possono parlare perché uno e’ morto e l’altro non è più raggiungibile e l’ipotetica dazione è in contanti. Il tutto mentre, tra il 2013 e oggi, abbiamo rinunciato a oltre 50 milioni di rimborsi elettorali, ehhhh no, quelli in valigetta dal Venezuela erano piu’ gustosi. Che dire, chapeau”.