La balla di Elly oscurata dalla Rai. Alla Schlein molto più spazio di Conte

Schlein sarebbe stata oscurata in Rai a differenza di Conte. Ma non è così. Repubblica cita i dati sbagliati dell'Osservatorio di Pavia.

La balla di Elly oscurata dalla Rai. Alla Schlein molto più spazio di Conte

Che i nervi siano tesissimi tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito democratico sulla Rai non è un mistero. Lunedì a infiammare gli animi è stato l’invito al sit-in davanti a Viale Mazzini per protestare contro “Telemeloni” lanciato dalla segretaria dem Elly Schlein, e rispedito al mittente dal leader pentastellato, Giuseppe Conte. In realtà non solo il leader di Italia viva ma anche molti nel Pd accusano il M5S di essere sceso a patti con le destre sul servizio pubblico per ottenere quello che voleva.

Schlein sarebbe stata oscurata in Rai a differenza di Conte. Ma non è così. Repubblica cita i dati sbagliati dell’Osservatorio di Pavia

Ieri una nuova puntata dello scontro è stata scatenata da un articolo pubblicato su Repubblica.it sui dati dell’Osservatorio di Pavia relativi alla presenza dei leader politici nel Tg1 nel mese di dicembre, secondo cui risulterebbe che Schlein sarebbe stata oscurata a differenza di Conte. Ma si sarebbe trattato tutto di un gigantesco errore. La Rai in una nota ha precisato “di aver ricevuto una lettera da parte dell’Osservatorio in cui si sottolinea che ‘per un errore di codifica nel nostro database, che abbiamo provveduto a correggere, la segretaria del Pd, Elly Schlein, non era inclusa nella precedente reportistica’”.

La Vigilanza costretta a scusarsi con la Rai “per l’errore e per l’eco mediatica che questo ha suscitato”

L’Osservatorio, pertanto, si scusa con Rai e la Commissione parlamentare di Vigilanza “per l’errore e per l’eco mediatica che questo ha suscitato”. Nell’articolo di Repubblica.it si legge che “c’è un dato, registrato dall’Osservatorio di Pavia, che racconta meglio di altri la strategia dei telegiornali pubblici, in particolare il Tg1: esaltare i leader della maggioranza, soprattutto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e oscurare la sua principale oppositrice, Elly Schlein, premiando invece l’altro avversario, ovvero Giuseppe Conte, ritenuto più congeniale alla narrazione sovranista”.

Intanto la Meloni dilaga in tutti i canali del servizio pubblico e ad ogni ora del giorno

“L’anomalia – si legge ancora – riguarda in special modo il Tg1: considerando tutte le edizioni, nell’ultimo mese dell’anno solo tre volte, per 30 secondi complessivi, è stato offerto il microfono a un alto esponente istituzionale del Pd (Francesco Boccia, capogruppo al Senato) a fronte delle 25 volte della presidente Meloni. La segretaria Elly Schlein non parla mai direttamente – neppure per sbaglio – nel Tg della rete ammiraglia. E ha zero tempo di parola anche il leader di SI Nicola Fratoianni. Mentre nello stesso periodo il leader del M5S, Giuseppe Conte, parla 24 volte”. Ora la Rai fa sapere che nello specifico, i dati completi per il mese di dicembre, registrano per la segretaria Schlein un ‘totale presenza’ nel Tg1 di 10 minuti, di 8 minuti nel Tg2 e di 6 minuti nel Tg3.

Immediata la reazione dei pentastellati. “I dati dell’osservatorio di Pavia citati da Repubblica secondo i quali al Tg1 Elly Schlein sarebbe intervenuta zero volte a differenza di quanto registrato per Giuseppe Conte, sono errati. Anzi, è vero il contrario: la segretaria Pd è apparsa al Tg1 più spesso di Giuseppe Conte nel periodo indicato nel pezzo. Altro che ‘sovraesposizione’ di Conte, come scrive Repubblica alimentando la suggestione di un M5S vicino al governo sul tema della Rai.

A smentire l’articolo sono lo stesso Osservatorio di Pavia – che ha inviato una rettifica che smentisce la ricostruzione fatta da Repubblica – e la Rai”, affermano gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai. “Al netto dell’errore dell’Osservatorio – prosegue la nota -, peraltro limitato a uno solo dei report, sorprende che un giornale come Repubblica abbia potuto alimentare e rilanciare con tale enfasi una ricostruzione talmente clamorosa da apparire, anche agli occhi di un non addetto ai lavori, evidentemente inverosimile. Consigliamo a chi scrive questi articoli per il futuro maggiore prudenza”.