La beffa degli ecoincentivi

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di Vincenzo Borgomeo per La Repubblica

Sono nati il 6 maggio e domani saranno già morti perché i fondi stanziati per l’operazione sono già esauriti. Appena quattro giorni: un record mondiale di incentivi lampo… I concessionari hanno subito denunciando la cosa (parlando addirittura di “porcellum” dell’auto) ma neanche loro stessi potevano mai immaginare questa ridicola situazione: mezza settimana di ecoincentivi e basta. Tutto come prima. Con la beffa ulteriore di vedere invece praticamente a zero le richieste di ecoincentivi da parte delle aziende.

Il meccanismo infatti funziona così: il governo mette sul tavolo i soldi e quando si esauriscono finiscono pure gli incentivi. Quest’anno ci sono (anzi c’erano…) 31,3 milioni di euro, a cui si erano aggiunte le risorse non utilizzate nel 2013, per un totale di 63,4 milioni di euro. Di questi però solo il 15% sono per l’acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km (in pratica solo auto elettriche). Un rimanente 35% per l’acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km. E la grande fetta (il 50%) è per l’acquisto di veicoli destinati all’uso di terzi o utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, (dietro obbligatoria rottamazione di un corrispondente veicolo obsoleto), con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km.

Solo che se di elettriche non ce ne sono in giro e se le aziende sono impossibilitate a usare gli incentivi (devono rottamare un’auto di 10 anni che non hanno mai, ne devono comprare una identica e altre follie) i privati li possono usare eccome. Ma, per loro, il 35% di 63,4 milioni sono davvero poca cosa. E si arriva così agli “incentivi lampo”. Con la beffa ulteriore che se da una parte i soldi sono finiti, dall’altra non sono stati nemmeno intaccati, con la certezza che anche nel 2015 ci sarà un margine di risorse non usate nel 2014. Ridicolo.

Le case automobilistiche dal canto loro cercano di ridurre l’impatto negativo di questa folle manovra economica mettendoci – in alcuni rari casi come Fiat e Citroen – i soldi di tasca loro per garantire gli incentivi almeno per tutto maggio. Lo hanno annunciato il primo giorno di sconti alla rottamazione, non prevedendo probabilmente una fine così veloce. Ora perderanno una vagonata di soldi, aggiungendo ridicolo su ridicolo perché questi ecoincentivi si portano a casa così un altro incredibile primato: non solo non aiutano le aziende che dovevano aiutare ma incredibilmente le danneggiano…