La Boldrini adotta gli agnelli, ma intanto l’Italia finanzia i circhi. Fondi anche a gruppi condannati

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Dopo Fiocco di Neve a casa di Silvio Berlusconi, anche Laura Boldrini ha adottato altri due agnellini, Gaia e Gioia, che ieri sono andate “in visita” a Montecitorio. Un gesto nobile, in vista della Pasqua e di quello che per gli animalisti è una carneficina vera e propria. Quel che però sorprende è che, se da una parte le istituzioni si pregiano di gesti che, per quanto formali, hanno un significato simbolico importante, dall’altra parte quelle stesse istituzioni finanziano strutture che, spesso e volentieri, si macchiano di maltrattamenti sugli animali. Parliamo dei circhi, attività “anacronistiche”, come le definisce l’associazione animalista Lega antivivisezione (Lav), e che tuttavia godono da anni di una fetta importante del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) da parte del ministero dei Beni Culturali. La stessa Lav, ogni anno, redige un rapporto a riguardo. I numeri sono impressionanti: come ricordato anche tempo fa da L’Espresso, facendo un rapido conto di quanto stanziato negli ultimi cinque anni alle attività circensi, si arriva alla cifra monstre di 27,5 milioni di euro. Certo, per carità: non tutti i circhi si “macchiano” di crimini contro gli animali, ma è anche vero che – secondo le associazioni – il solo fatto di tenere in gabbia animali esotici come tigri ed elefanti è una forma di violenza.

Ci pensa il ministero – Solo nell’ultimo anno 4,4 milioni di euro sono stati distribuiti a pioggia dal ministero di Dario Franceschini per attività circensi e spettacoli viaggianti. Una precisazione essenziale, considerando dunque che non tutti i fondi vanno a circhi che possiedono animali in gabbia. Nel dettaglio, tuttavia, parliamo di 1,2 milioni per le attività circensi in Italia, 243mila euro per i festival circensi, 1,3 milioni per i nuovi impianti circensi, 1,4 per la promozione delle stesse attività (e spesso, denuncia la Lav, ci sono pure qui strutture che utilizzano animali).

Occhi chiusi – Ma non è tutto. Perché nell’ultimo dossier della Lega nazionale anti vivisezione sono elencati una serie di procedimenti giudiziari e, in alcuni casi, di condanne definitive a danno dei circhi che, tuttavia, continuano a godere di importanti fondi pubblici. Eppure ci sarebbe una legge che, nonostante sia in vigore dal 1968, viene costantemente disattesa. La norma prevedrebbe che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali. Peccato che spesso si deroghi. Come ricorda la Lav, Aldo Martini nel 2014 (ultimo dato disponibile) ha ricevuto 92mila euro mentre il Tribunale di Bologna depositava la sentenza per sevizie ad una giraffa. Sul circo Folloni (45.564 euro) il Tribunale di Milano scrive che avrebbe “immobilizzato un elefante sotto il tendone a una tavola di legno, legandolo con due catene”. Il circo Città di Roma, ancora, ha ottenuto 297mila euro e una condanna per “aver detenuto elefanti in condizioni di quasi immobilità”. Fa niente. Mentre duemila animali sono “detenuti” da circa 100 circhi, si salvano gli agnelli. E pure la coscienza.

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di Gaetano Pedullà

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