Sì della giunta della Camera all’arresto di Genovese

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Via libera della giunta per le autorizzazioni della Camera all’arresto di Francantonio Genovese: con 12 voti a favore e  5 contrari, l’organismo presieduto da Ignazio La Russa ha dato il via libera all’autorizzazione a procedere richiesta dai magistrati di Messina.

Il Pd, il partito del deputato messinese coinvolto nella scandalo della formazione professionale, ha votato a favore dell’arresto. Come 5 stelle e Sel. Contrari invece il relatore, l’alfaniano Antonio Leone, Forza Italia e Lega. Ora la parola spetta all’aula di Montecitorio.

Genovese, 45 anni, ex sindaco di Messina, ex segretario regionale del Pd e attuale deputato è accusato assieme ad altre 4 persone di un impressionante elenco di reati: associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di peculato, truffa aggravata, riciclaggio, falso in bilancio nonchè reati finanziari e contro la pubblica amministrazione. In una frase: «Il sistema Genovese», come fu definito nell’estate scorsa quando nell’inchiesta incappò la moglie del parlamentare, Chiara Schirò, finita ai domiciliari e da pochi giorni scarcerata.  Il «sistema» è la fitta ragnatela di interessi che il potente deputato pd ha in Sicilia per sfruttare, e secondo l’aggiunto della procura Sebastiano Ardita e un pool di pm intascare, i ricchi fondi per la formazione professionale nell’isola, favorendo parenti e amici. Tutto questo, attraverso una serie di società e una decina di enti di formazione che, quasi sempre, risultano attribuibili a lui stesso e a suoi familiari. Un giro di milioni di euro, 6 negli ultimi 5 anni, finiti chissà dove e che la procura ritiene di avere rintracciato facendo luce su una serie di episodi.