Mdp già in corsa elettorale: Bubbico si dimette dal Governo. Gentiloni ora è senza Speranza

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Il casus belli è scoppiato con la votazione sul Documento di Economia e Finanza. È qui, infatti, che Mdp ha fatto mancare il suo appoggio al Governo. All’unanimità i parlamentari di Camera e Senato hanno deciso di non votare la relazione sul Def e di votare, invece, la mozione sullo scostamento di bilancio.

Coerentemente a questa posizione, il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico si è dimesso dall’incarico di Governo. Quel che sembra, però, è che la rottura sarebbe potuta arrivare anche con un altro tipo di provvedimento. Un casus belli, appunto. Nulla di più. Perché in realtà quel che pare è che il gran rifiuto sia da imputare all’esigenza del movimento di Roberto Speranza (nella foto) & co. di lanciarsi prima del tempo (e comunque prima del Pd) in campagna elettorale.

Nella sostanza – cioè nelle votazioni che contano – non accadrà niente di irreparabile, perché la maggioranza assoluta è richiesta solo sui saldi (e lì i voti di Mdp arriveranno). Ma quello che fa più effetto è l’uscita dal governo dell’unico rappresentante di Articolo 1, il bersaniano Filippo Bubbico, finora viceministro dell’Interno.

Poteva mai mancare il sigillo di Massimo D’Alema? “Noi abbiamo mani libere – spiega in serata a CartaBianca – non siamo vincolati” e “votiamo quel che è giusto”. D’Alema precisa che domani Mdp voterà a favore dello scostamento di bilancio altrimenti “non solo cadrebbe il governo” ma scatterebbe l’aumento dell’Iva con “conseguenze sui quei ceti popolari che a noi stanno a cuore”. Quanto alla prossima legge di Bilancio, l’ex-premier aggiunge: “Se il governo vuole avere i nostri voti sulla manovra da che cosa deve fare. Non chiediamo posti, ma cose per i ceti più deboli”. Del resto, osserva D’Alema, “per fare rimanere Ap hanno cambiato anche la legge elettorale…”.

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di Gaetano Pedullà

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