La Campania torna zona rossa. Friuli e Veneto in arancione da lunedì. La corsa del virus non rallenta mentre salta fuori l’ennesima bozza del decreto Sostegni

ROBERTO SPERANZA
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È un quadro che non promette nulla di buono quello che emerge dall’ultimo monitoraggio settimanale della cabina di regia sull’andamento della pandemia in Italia. Crescono i casi di Covid-19 e l’indice di trasmissibilità Rt torna a salire raggiungendo quota 1,06. E non si esclude una nuova stretta nel Paese già a partire dalla prossima settimana. Mentre cambiano colore Campania (rosso), Friuli Venezia Giulia e Veneto (arancione).

Il peggioramento della situazione è confermato anche dai dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza. In 24 ore i contagi registrati sono stati 24.036, portando il totale a sforare i 3 milioni dall’inizio dell’epidemia. E si aggrava anche la situazione nelle terapie intensive e nei reparti ospedalieri. La soglia di incidenza pari a 250 casi per 100mila abitanti è stata superata questa settimana già in cinque aree: Trento, Bolzano, Emilia-Romagna, Marche e Lombardia. In giallo, a oggi, restano solo Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta.

Ma visto l’andamento della curva, che per gli esperti continuerà a salire anche nella prossima settimana, almeno la metà (Calabria, Lazio e Puglia) cambierà colore lunedì 15 marzo. E nel governo nessuno esclude più un intervento drastico se i dati continueranno a indicare una curva che vira pericolosamente verso l’alto. Quasi scontato che il divieto di spostamento tra le Regioni, anche quelle in fascia gialla, sarà prolungato almeno fino a dopo Pasqua.

Le altre ipotesi sul tavolo vanno dal coprifuoco anticipato alla chiusura degli esercizi commerciali, da un innalzamento delle restrizioni nei fine settimana, come avvenne nel periodo di Natale, fino a interventi più drastici uguali per tutti. In zona rossa si può uscire solo per motivi di lavoro, salute e urgenza. Alcune ordinanze regionali con il passaggio all’arancione scuro – come quella entrata in vigore in Lombardia – hanno previsto identica restrizione. Lo stesso potrebbe essere deciso per le altre zone d’Italia, ad esclusione di quelle gialle. Nel frattempo le Regioni continuano a procedere in ordine sparso.

Nelle zone rosse dell’Abruzzo (la provincia di Pescara e quella di Chieti), per esempio, il governatore Marco Marsilio ha disposto l’apertura di barbieri e parrucchieri, delle scuole materne e dell’infanzia, sebbene il Dpcm in vigore da oggi ne imponga la chiusura. Se il presidente della Calabria Nino Spirlì chiude le scuole da lunedì per due settimane con l’incidenza a 62.56, ben lontana da 250 casi ogni 100mila abitanti, quello del Trentino Maurizio Fugatti le lascia aperte con l’incidenza a 385. Chiude le scuole in 20 dei 38 distretti anche il governatore del Piemonte Alberto Cirio. Stretta anche in Emilia Romagna, dove le province di Bologna e Modena sono in rosso.

Si cerca di stringere sul pacchetto di aiuti alle attività economiche che il governo punta a presentare la prossima settimana. Per le partite Iva un punto fermo è la cancellazione dei codici Ateco. Per quelle fino a 5 milioni di fatturato si profila un intervento fotocopia di quello messo in campo con il decreto Rilancio, con contributi a fondo perduto tra 1000 e 150mila euro modulati in base al giro d’affari e alle perdite. A erogare i fondi potrebbe essere di nuovo l’Agenzia delle Entrate o potrebbe entrare in campo anche Sogei.

Da vedere come intervenire per le imprese con fatturati che superano i 5 milioni e se introdurre anche il parametro dei costi fissi. Il testo spazia dalle risorse per i vaccini al rifinanziamento del Reddito di cittadinanza, dalle misure per il lavoro (come la Cig per tutto il 2021) ai congedi parentali, da una sanatoria ad hoc dei debiti con il fisco per le partite Iva più in difficoltà fino alle risorse per gli enti locali.