La Capitale dei lunghi cortei. Romani infuriati contro le manifestazioni. Città in ginocchio, tensione, traffico in tilt e disagi. Ora slitta perfino la partita Roma-Napoli

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Roma continua a pagare dazio alle manifestazioni. Non solo la città e i suoi abitanti vengono congestionati dal traffico e dai disagi, ora anche il calcio paga pegno. La partita Roma-Napoli non si gioca sabato 18 ottobre perché a Roma ci saranno due manifestazioni. La gara rischia di essere spostata a data da destinare. Il prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, ha chiesto di far slittare la data. Ora Lega e Federcalcio dovranno trovare la soluzione. Motivazione prettamente di ordine pubblico: le forze dell’ordine non ce la fanno a controllare tutti gli eventi, considerati ad alto rischio, sia la manifestazione sia la partita tra due tifoserie molto calde. In pratica si temono infiltrazioni di frange anarchiche che mirano a destabilizzare e ad assaltare la forze dell’ordine. Resta però chiaro il problema di Roma: può una Capitale essere ostaggio dei manifestanti? È giusto privare gli sportivi di un avvenimento molto atteso perché le forze dell’ordine non ce la fanno a reggere l’urto? Non certo per loro colpa, visti i tagli agli straordinari decisi dalla spending review. Una soluzione bisogna trovarla. Una nuova data per la partita non è facile trovarla, visto il calendario calcistico zeppo di gare. Perché non chiedere alle forze armate di dare una mano a polizia e carabinieri, magari nei controlli intorno allo stadio. L’importante è dare un segnale di efficienza. Quando occorrono i militari è meglio vederli sulle strade che in caserma.

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