La capitale della Cultura scende a sud. Nel 2018 sarà Palermo, arriva un milione di euro da investire

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Palermo sarà la capitale della Cultura 2018. Il capoluogo siciliano è la prima città del sud a ottenere il riconoscimento istituito dal Bonus Art. Nel 2016, infatti, aveva vinto Mantova, l’anno successivo Pistoia. Le altre finaliste per la capitale della Cultura 2018 erano Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo torinese e Trento.

“La candidatura è sostenuta da un progetto credibile, di altissimo livello supportato da tutti i partner istituzionali”, ha commentato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha manifestato tutta la sua soddisfazione: “Abbiamo vinto tutti, perché siamo stati capaci di narrare le bellezze dei nostri territori. La cifra culturale più significativa e che rivendichiamo è la cultura dell’accoglienza. Rivendichiamo il diritto di ogni essere umano di essere e restare diverso ed essere e restare uguale”. Al Comune adesso andrà un milione di euro da investire in progetti per sviluppare l’offerta turistica.

Nella motivazione, la giuria ha messo in risalto: “La candidaturaè sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee”. Per i giurati “il progetto è supportato dai principali attori istituzionali e culturali del territorio e prefigura a che interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo. Gli elementi di governance, di sinergia pubblico-privato e di contesto economico, poi, contribuiscono a rafforzarne la sostenibilità e la credibilità”.

Il presidente della giuria, Baia Curioni, ha parlato dell’alto livello della concorrenza per la capitale della Cultura 2018: “Abbiamo ricevuto molte proposte di elevata qualità a dimostrazione che le città candidate hanno saputo combinare insieme cultura, partecipazione e creazione di capitale sociale. È il segno che anche grazie alla Capitale italiana della Cultura la capacità di sviluppare progetti integrati è cresciuta su tutto il territorio nazionale”.

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