La carica degli impresentabili. Spunta l’immancabile Berlusconi. Bocciati dall’Antimafia cinque candidati alle Europee. In Piemonte il bollino rosso soltanto a un leghista

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Gli impresentabili non mancano mai. Rinviata la seduta a tarda sera, in attesa delle ultime risposte dalle Procure, ieri alla fine la commissione parlamentare antimafia ha reso noti i nomi dei candidati alle elezioni europee di domenica prossima che, in base allo stesso codice che si sono dati i partiti, nelle liste non sarebbero mai dovuti comparire. A tre giorni dal voto il presidente Nicola Morra ha fatto sapere quanti si trovano col bollino rosso, battendo di nuovo su Silvio Berlusconi, per poi allargare il proprio raggio d’azione anche alle regionali in Piemonte e alle comunali a Bari.

VERSO BRUXELLES. Alle elezioni europee con il marchio di impresentabili si ritrovano in cinque, tutti di Forza Italia e uno di CasaPound. Una scrematura fatta dalla Commissione dopo le 12 segnalazioni ricevute dalla Procura nazionale antimafia, concentrandosi sui rinviati a giudizio e sugli imputati per i quali il dibattimento è in corso. Bocciata così la candidatura del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, candidato tra l’altro in tutte le circoscrizioni tranne quella centro. A far calare la scure dell’Antimafia sull’ex premier i processi in corso a Roma e Milano che lo vedono imputato per corruzione in atti giudiziari.

Considerati poi impresentabili gli azzurri Pietro Tatarella, di recente al centro delle cronache perché coinvolto nell’inchiesta sullo scandalo tangenti a Milano e attualmente in carcere, nell’attesa che sulla misura cautelare emessa a suo carico si pronunci il Tribunale del Riesame, Giovanni Paolo Bernini, condannato a marzo dal Tribunale di Bologna per corruzione e per atto contrario a doveri ufficio e prosciolto per intervenuta prescrizione per induzione indebita a dare o promettere utilità, e Salvatore Cicu, imputato per riciclaggio davanti al Tribunale di Cagliari. Bollino rosso infine anche sulla candidatura di Emanuela Florino, di CasaPound Italia, imputata per associazioni sovversive e banda armata.

LE ALTRE SFIDE. La commissione presieduta da Nicola Morra si è quindi espressa anche sulle regionali in Piemonte e sulle elezioni a Bari. Per quanto riguarda il Piemonte a finire nella black list degli impresentabili , dopo tre segnalazioni ricevute dalla Procura antimafia, è stato così un candidato della Lega. L’unico tra l’altro bocciato dall’Antimafia. Si tratta di Riccardo Lanzo, rinviato a giudizio per corruzione e per atto contrario a doveri di ufficio. A Bari, invece, nell’elenco degli impresentabili, anche secondo la legge Severino, sono finiti Francesco Lezzi, della lista Dirella Sindaco, su cui pende una condanna per detenzione di sostanze stupefacenti, e Annunziata Mega della lista Pensionati, che ha due condanne per ricettazione continuata.

LINEA DURA. Scarno il commento del presidente Morra, ma sufficiente a far capire che sul fronte della legalità all’interno della politica non è disposto a compromessi. “Alcuni italiani – ha sostenuto il presidente della commissione parlamentare antimafia – hanno un’idea di legalità da correggere. Ci stiamo provando, anche attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica”. In futuro del resto Morra è intenzionato a restringere ulteriormente le maglie sulle candidature cosiddette sporche. I candidati che oggi vengono considerati non conformi finiscono infatti nella lista nera in base codice varato nella scorsa legislatura e nei prossimi mesi il presidente della commissione punta a farne approvare una nuovo ancor più restrittivo.