La Casellati si rimette… all’Opera. Senato come il Bolshoi per la Fracci. Omaggio per pochi intimi alla carriera dell’étoile. Evento a porte chiuse e ingresso solo su invito

di Filippo Satta
Politica

Poca sensibilità comunicativa? Scarsa sintonia con gli umori anti-casta del popolo? O aristocratico sprezzo del pericolo? Come che sia, segnatevi l’appuntamento: è in calendario per sabato 19 settembre, a meno di 24 ore dall’apertura delle urne per le elezioni regionali e, soprattutto, del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Alle 11 in punto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati darà il via a Omaggio alla danza, tredicesimo evento di Senato&Cultura, e per la gioia delle telecamere Rai si esibirà nella consegna di un riconoscimento a Carla Fracci, “genio ed eccellenza italiana nel mondo”.

Il tutto in una location che più istituzionale non si può: l’aula legislativa del Senato, trasformata in un palcoscenico per “accrescere la conoscenza del patrimonio artistico-culturale italiano”, “valorizzare i giovani talenti e le eccellenze del nostro paese” e “mettere a frutto le potenzialità di Palazzo Madama come spazio culturale aperto ai cittadini”. Peccato che i cittadini ammessi a goderne saranno pochi, pochissimi. Inizialmente la rassegna era aperta ai comuni mortali, previa prenotazione (gratuita) sul sito del Senato; ma con l’avvento del Covid l’aula e le tribune sono state chiuse al popolo. Si accede solo su invito. E come ci si procura l’invito? Mistero.

La pagina web di Senato&Cultura non menziona nemmeno l’iniziativa di sabato. E in questo clima carbonaro solo pochi eletti, invitati dalla stessa presidente, potranno assistere all’“omaggio alla carriera dell’étoile” e applaudire le esibizioni dei due primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano, Nicoletta Manni e Timofejs Andrijašenko, della prima ballerina del Teatro San Carlo di Napoli, Luisa Ieluzzi, e della sua omologa del Teatro dell’Opera di Roma, Rebecca Bianchi. Il costo? Altro mistero.

Da quando, nel febbraio 2019, è stato firmato tra Rai e Senato il protocollo d’intesa voluto dalla Casellati, non una singola voce di spesa è mai stata resa pubblica. Anche il bilancio di previsione 2020 sorvola pudicamente sul costo degli allestimenti, il facchinaggio, le pulizie extra, i rimborsi spesa. E sulle targhe, sui premi e sui ricevimenti post-spettacolo generosamente ospitati dalla Casellati a Palazzo Giustiniani nell’appartamento di rappresentanza (con tanto di cuochi e camerieri pagati dai contribuenti). Ma Senato&Cultura è anche una splendida occasione di networking: il presidente Rai Marcello Foa, per dire, è spesso ospite dell’iniziativa, insieme a molti direttori dei teatri lirici. Peccato solo che manchi il pubblico. Ma potrà sempre guardarsi lo spettacolo su Rai Cultura. Non avrebbe il prosecco e manco le tartine; ma ai comuni mortali non sarebbero stati offerti comunque.