La Casta vuol tenersi i vitalizi. Ha perso il contatto con la realtà. Parla il capogruppo M5S al Senato, Perilli: “Oggi risponderemo a chi si oppone al cambiamento”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Chi punta alla restaurazione è avvisato. “Qualcuno ci prova. Ma non abbiamo alcuna intenzione di permetterlo e la piazza di oggi a Roma, contro i vitalizi, sarà un messaggio forte e chiaro”. Parola del capogruppo M5S al Senato, Gianluca Perilli. Pronto a scommettere che, quelle “resistenze” e “nuove forme di conservatorismo” che si oppongono al cambiamento, capiranno cosa vuol dire andare contro “alle esigenze diffuse dei cittadini”.

Una manifestazione nata spontaneamente dalla base, dal basso, e sposata dai parlamentari e dai vertici del Movimento. Dopo oltre un anno dal taglio dei vitalizi al Senato, tornate in piazza contro il rischio che vengano ripristinati. Una situazione imprevedibile o c’era da aspettarselo?
“C’era da aspettarselo. Speravamo in una presa di coscienza da parte di chi per anni ha goduto di un privilegio tanto ricco quanto profondamente iniquo. Ma in fondo conosciamo quanto la vecchia classe politica abbia perso di vista il contatto con la realtà”.

Dopo le dimissioni dei supplenti laici, intervistata dal Messaggero, la Casellati ha invitato gli altri componenti della Commissione contenziosa del Senato ad “una riflessione” – tradotto, a valutare le dimissioni – per spazzare via “qualsiasi dubbio sulla sua terzietà”. Un intervento fuori tempo massimo o l’unico epilogo possibile per rimuovere i conflitti d’interessi denunciati da La Notizia?
“Meglio tardi che mai. Quello che chiedevamo era proprio che la Commissione ripartisse con una nuova composizione. Apprezziamo il richiamo della Presidente, anche se tardivo. Non è immaginabile andare avanti con un organo fortemente indebolito nella sua autorevolezza e credibilità”.

La Casellati però ha anche ricordato che “nessuno ha mai contestato né la nomina dei singoli componenti (della contenziosa, ndr) né la loro compatibilità a decidere il tema”. Ce l’aveva anche con voi del Movimento 5 Stelle? Avete commesso un errore di sottovalutazione della rilevanza di questa Commissione quando venne insediata?
“Il gruppo Movimento 5 Stelle non è mai stato messo a conoscenza delle scelte compiute dal vertice di Palazzo Madama per la Commissione Contenziosa, ad eccezione del nominativo indicato dal nostro gruppo. Per quanto ne so, il capogruppo dell’epoca Stefano Patuanelli, una volta appresi i nomi manifestò alla Casellati tutto il suo disappunto”.

I vitalizi usciti dalla porta rischiano di rientrare dalla finestra: la retrottività della spazzacorrotti bocciata dalla Consulta; Renzi, Salvini, Berlusconi & C. cannoneggiano la riforma Bonafede della prescrizione; Forza Italia, per lo più, con il soccorso della Lega e vari esponenti di altri partiti, che raccolgono le firme per bloccare, con un referendum, la riforma che taglia i parlamentari; il Reddito di cittadinanza costantemente sotto il fuoco di chi vorrebbe abolirlo. E’ il sistema che si ribella al cambiamento?
“Sicuramente le forti novità portate dal Movimento 5 Stelle incontrano resistenze e nuove forme di conservatorismo. Ma la storia insegna che quando il cambiamento va incontro alle esigenze diffuse dei cittadini, quando le riforme rafforzano la giustizia sociale e la qualità della vita, non c’è restaurazione che tenga. È la società che fa proprie le novità e non immagina nemmeno di cancellarle”.

Siamo di fronte a un tentativo di restaurazione?
“Qualcuno ci prova. Ma non abbiamo alcuna intenzione di permetterlo e la piazza di oggi a Roma, contro i vitalizi, sarà un messaggio forte e chiaro”.

La maggioranza e il Governo stanno vivendo un momento di grande incertezza a causa dello scontro con Italia Viva. C’è davvero il rischio di una crisi e, se invece il Conte bis dovesse reggere, quali dovrebbero essere le priorità per il prosieguo della legislatura?
“La migliore risposta alla presunta crisi e alla sua domanda è riportare l’elenco dei tavoli tematici e dei provvedimenti di cui si sta discutendo al governo proprio in questi giorni: le riforme del processo civile e di quello penale per garantire una giustizia certa e veloce, il taglio delle tasse, il salario minimo, le misure per lo sviluppo sostenibile. Solo per citarne alcuni. Abbiamo un’agenda 2023 ambiziosa, c’è da lavorare molto lasciando da parte polemiche e tatticismi incomprensibili”.