La Cgil degli eterni privilegi. A Landini va bene non tagliare le poltrone. Il segretario non ci mette la faccia ma in una nota si scaglia durissimo contro le ragioni del Sì

di Ginevra Landi
Politica

Il sommo poeta li descrive aspramente nel Canto III dell’Inferno, che si svolge nell’Antinferno perché questi peccatori a suo parere non meritano nemmeno di entrare nel regno del male: sono gli ignavi, coloro che se ne lavano le mani per intenderci, i Ponzio Pilato della situazione, quelli che non prendono una posizione netta, quelli che né sì né no. Appunto, come in questo caso. Che indicazione di voto a proposito del referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari che si terrà il 20 e il 21 settembre ha dato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini?

Esplicitamente nessuna ma la segreteria nazionale del sindacato che, per inciso, negli ultimi due anni secondo un’indagine svolta dall’Isituto Demoskopica ha perso ben 285 mila iscritti, ha diramato una nota alle proprie strutture nella quale dà un giudizio molto negativo (per usare un eufemismo) del taglio dei parlamentari, così com’è stato pensato, e però allo stesso tempo non esprime una posizione netta e chiara per il No.

“Il taglio proposto, se da una parte non produrrebbe alcun significativo risparmio di spesa pubblica (stimato dello 0,007%) – argomento che in ogni caso non può sussistere in relazione all’esercizio della democrazia – dall’altro avrebbe numerose conseguenze sulla rappresentanza politica e la funzionalità del Parlamento”, si legge nel documento. E ancora: “Oltre a questa mortificazione della rappresentanza democratica, non possiamo ignorare gli effetti che tale riduzione avrà sulla effettiva operatività ed efficienza del Parlamento – continua la nota del sindacato – Numeri tanto ridotti (400 alla Camera e 200 al Senato, ndr) renderanno impervia l’attività delle Commissioni Parlamentari – motore dell’attività legislativa – che si potranno trovare ad operare, anche in sede deliberante, in assenza di tutti i gruppi politici o con la difficoltà di adempiere efficacemente e con competenza alla funzione legislativa assegnata.

Una tale riduzione produrrà quindi, contrariamente agli intenti dichiarati, inefficienza nei lavori parlamentare e limiterà l’agibilità e la capacità ispettiva e di controllo delle opposizioni (quelle che riusciranno ad essere elette)”. Insomma, una dichiarazione d’intenti più che evidente, cristallina si potrebbe dire. E decisamente dura nei confronti delle ragioni del Sì. E allora perché Landini non ha il coraggio delle proporre azioni e non invita a votare a No?

A questa domanda può rispondere solo lui ovviamente, in questa sede possiamo solo ricordare come Dante inserisca nell’Antinferno quelli che non prendono mai posizione (e se la prendono è quella del più forte, peggio ancora quindi) perché li reputa indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell’Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene, né a favore del male, costretti a girare nudi per l’eternità inseguendo una insegna – che corre velocissima e gira su se stessa – punti e feriti da vespe e mosconi. Il loro sangue, mescolato alle loro lacrime, viene succhiato da fastidiosi vermi. Al di là di ogni creuneta metafora e men che mai di ogni considerazione teologica, ogni tanto metterci la faccia non sarebbe male.