La Chiesa dell’accoglienza a Ventimiglia. Il sindaco ordina lo sgombero dei migranti, ma il sacerdote apre le porte della sua parrocchia e ospita 70 profughi

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Dal Mediterraneo a Ventimiglia. La questione migranti investe l’Italia da Nord a Sud. Polizia, carabinieri e Guardia di finanza stanno mettendo su un bus alcune decine di migranti che da giorni erano accampati a Ventimiglia, dopo averli perquisiti. Le forze dell’ordine stanno operando in rispetto dell’ordinanza di sgombero emessa venerdì scorso dal sindaco Enrico Ioculano per motivi di igiene e sicurezza pubblica.  L’intervento sta avvenendo senza tensioni particolari.

La polizia ha compiuto il primo intervento tra le tende montate sulla spiaggia alla foce del fiume Roja. Poi gli agenti si sono spostati verso la stazione per cercare altri migranti che nel corso della notte si erano sparpagliati in varie zone della città. Alcuni hanno trascorso la notte in alcune strutture della parrocchia di San Nicola a Ventimiglia. Decine gli uomini impegnati nel servizio, con una quindicina di mezzi. Alcuni ‘No borders’ hanno gridato “vergogna”, ma tutto sta avvenendo senza incidenti.

L’unico a gridare allo scandalo è il parroco Ventimiglia. “Ho avuto apertura dal vescovo e io ho spalancato le porte della mia parrocchia ai migranti. Resteranno qui fino a quando non sarà trovata una soluzione a questo problema. Resteranno qui fino a quando è necessario”. Così padre Francesco Marcoaldi, frate della congregazione Figli di Maria Immacolata, ha spiegato la scelta di accogliere una settantina di migranti che erano accampati a Ventimiglia. Il gesto del religioso ha evitato a questo gruppo di essere sgomberato. “Ho detto loro – ha sottolineato padre Francesco – che se dovesse arrivare la polizia non devono fare resistenza e mi hanno garantito che non accadrà”. Ma al momento, secondo quanto si apprende da ambienti investigati, le forze dell’ordine non si presenteranno alla parrocchia.

Vicino al parroco anche il Vescovo, Antonio Suetta, che ha rilanciato l’iniziativa di padre Francesco Marcoaldi : “Lancio un appello ai parroci della diocesi affinché seguano l’esempio di padre Francesco ed aprano le porte delle loro parrocchie ai migranti”.

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di Gaetano Pedullà

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