La concertazione non prevede la trasparenza

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dalla Redazione

“Renzi mi è parso disattento al fatto che c’è una parte del Paese che ha pagato un prezzo altissimo durante questa crisi, che ha più volte cercato di invertire le politiche economiche proprio perche’ la crisi non continuasse a precipitare”. Lo ha dichiarato Susanna Camusso, segretario generale dell Cgil, intervenuta a Bari al IV Congresso della Camera del Lavoro Metropolitana e provinciale di Bari. “Renzi – ha proseguito – deve sapere che quella parte del Paese e quella parte del mondo del lavoro e delle pensioni sta guardando ai suoi tanti annunci e alle coerenze che poi ci saranno tra gli annunci che fa e l’idea di avere una effettiva svolta di politica economica”. Per il segretario della Cgil, “Renzi deve sapere che se risposte ai lavoratori non arrivano o se si tolgono risorse e si riduce la coperta degli ammortizzatori ci sarà un problema di risposta al mondo del lavoro”.

Per Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, se Renzi vuole fare le riforme ben venga: io sono stato perseguitato per essere stato un riformista del sindacato. Allora sfidi imprenditori e sindacati sulle riforme, a quel punto si vede la differenza. Non si spari nel mucchio o addirittura si ingaggi una storia con un’organizzazione come la CGIL perche’ sbaglia, al di la’ delle posizioni che ciascuno può avere. Sbaglia perché il ruolo che svolge lui non deve portarlo a fare questo”.  Secondo il leader della Cisl ”un presidente del Consiglio dovrebbe avere piu’ cautela. Renzi e’ stato costretto a fare un’operazione sull’Irpef, che è proprio la richiesta che abbiamo fatto noi. Ci dà ragione”.

E accanto ai sindacati si schiera anche un esponente del Pd. “Quando si è scelta la strada della concertazione il Paese ha compiuto importanti passi avanti sulla via dell’equità sociale: e’ capitato nel’93 e nel 2007″.  Cercare l’accordo con le parti sociali non significa, nel caso in cui l’obiettivo non venga raggiunto, che il Governo non debba procedere in autonomia per realizzare le proprie scelte”. Lo dice il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd). “Il ruolo dei sindacati e delle associazioni che rappresentano il lavoro e l’impresa e’ sempre stato fondamentale per raccogliere le istanze del Paese reale e trasformarle in buona legislazione. Di questo Renzi deve tener conto, fermo restando il fatto che saranno le scelte di politica economica e sociale del Governo a stabilire il livello di consenso con gli attori sociali”.

La polemica è nata da una battuta di Renzi sul job act, ospite a “Che tempo che fa”: “Avremo i sindacati contro? Ce ne faremo una ragione” . “I sindacati devono iniziare a mettere on line tutte le spese che hanno, come gli altri”, ha detto il presidente del Consiglio.