La Consulta allergica alla spending review

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di Anna Maria Greco per Il Giornale

Il palazzo della Consulta è d’oro non solo per gli stipendi dei giudici costituzionali, che incidono per quasi 9 milioni sul bilancio di circa 64 previsto per il 2014.

Pesano anche i costi della macchina istituzionale che serve al lavoro dei Quindici. E mentre infuriano le polemiche sui tagli del governo Renzi, ci si chiede se non debbano interessare anche questo organo costituzionale.
L’Alta Corte è una sorta di repubblica indipendente, con autonomia e gestione domestica, spese enormi, 330 dipendenti in tutto (di ruolo e non), 44 carabinieri e 4 vigili del fuoco distaccati per la sicurezza, un suo presidio sanitario.
Nel personale, tra i 58 comandati da altre amministrazioni ci sono i magistrati fuori ruolo, che aggiungono circa 1.300 euro netti al normale stipendio.

Ognuno dei Quindici ha diritto a 3 assistenti e solo una minoranza è composta da professori universitari. Dunque i magistrati sono circa 35.

E hanno le spese pagate di viaggio anche se risiedono a Torino o a Messina e vengono a Roma per coadiuvare i giudici costituzionali. Alla Consulta si lavora una settimana sì e una no, perché è «bianca», quindi si può avere questo ruolo anche se si vive lontano dalla capitale.
«Indennità di Corte» è la parola magica. Gonfia le retribuzioni di chiunque lavori alla Consulta. Ecco perché entrare nel palazzo di fronte al Quirinale è molto ambito per le toghe, ma anche per impiegati e funzionari dello Stato.
Nell’ultimo bilancio ammonta a 3 milioni lordi l’anno l’indennità solo per il personale comandato da ministeri o altri uffici pubblici. C’è da considerare che anche il segretario generale, il cui stipendio annuo lordo è attorno ai 300mila euro, è un magistrato della Corte dei Conti.
In tutto i dipendenti sono 330, di cui 204 di ruolo: costano 27 milioni e 330mila euro l’anno di retribuzioni, spese per missioni (280 mila), uniformi (47 mila), formazione (52 mila), buoni pasto (319 mila)… Dentro a questa cifra ci sono anche i 210mila euro per 4 collaboratori a contratto, che guadagnano 50 milioni lordi l’anno e 500mila euro per i 16 incaricati, che hanno compensi di 31mila e 250 euro l’anno.
Eppure, se si parla con chi lavora nel Palazzo della Consulta, assicura che gli stipendi non sono così d’oro come quelli di Camera, Senato e Quirinale. Rimane il fatto che di privilegiati si può ben parlare, soprattutto in tempi di crisi e spending review.
Guardiamo il capitolo auto blu. Quelle della Consulta, con 2 autisti a rotazione per i Quindici e il segretario generale, non sono di proprietà ma a noleggio a lungo termine. In bilancio per questa voce, con assicurazione e parcheggi, figurano 514mila euro, mentre 146mila se ne vanno per il carburante e 8mila per manutenzione delle autovetture. Secondo lo studio del consigliere per la Pubblica amministrazione di Matteo Renzi, Roberto Perotti, vuol dire 750 euro al giorno per ogni illustre trasportato: «Costerebbe meno – dice l’economista – far viaggiare i giudici in elicottero».
Altri 552mila euro servono per affittare macchine d’ufficio, come le stampanti e servizi documentali; 252mila euro per la struttura sanitaria ; 125mila per convegni, conferenze e cerimonie; 90mila per rilegatura libri e riviste; 32mila per traduttori e interpreti ; 24mila per convenzioni con Corti costituzionali straniere; 16mila per studi e seminari; altrettanti per spese di rappresentanza.

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