La corruzione “vola” a Ciampino

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dalla Redazione

Costi dei lavori gonfiati,  appalti pilotati e cantieri fantasma negli scali minori del Lazio: queste le accuse a carico dei cinque funzionari pubblici dell’Enac  (Ente nazionale per l’aviazione civile) che sono stati arrestati questa mattina all’alba. Tra essi ci sono anche l’ex direttore di Ciampino, Sergio Legnante, e un imprenditore.

Per tutti si parla, in particolare, di associazione a delinquere finalizzata ai reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso e frode nelle pubbliche forniture. L’inchiesta è partita nel 2009, dopo la denuncia di un ex dipendente dell’Enac che aveva segnalato anomalie nell’assegnazione degli appalti. Dal quadro delle accuse emergerebbe l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale finalizzata a fare in modo che tutti i lavori negli aeroporti minori fossero assegnati, in modo non legittimo, a società riconducibili all’imprenditore Massimiliano Mantovano. Secondo il gip, i costi dei lavori sarebbero stati gonfiati fraudolentemente per poi dividere i soldi insieme a “funzionari pubblici infedeli”.

Anche per Alfonso Mele, ingegnere in servizio presso la Direzione centrale dell’Enac, è stato disposto un provvedimento di custodia cautelare in carcere. Agli arresti domiciliari si trovano invece Adriano Revelant e Luigi Guerrini, uomini di fiducia di Mantovano, più il dipendente dell’Enac Renato Lolli, il commercialista Massimliano Masti e la collaboratrice di Mantovano Miriam Brusca.